
Nel 2026 milioni di contribuenti italiani devono scegliere se presentare la dichiarazione dei redditi, il modello 730/2026 o il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, rispettando scadenze precise e sfruttando al meglio le detrazioni disponibili, dalle ristrutturazioni alle criptovalute. In questo articolo si vuole fornire una guida pratica con calendario delle scadenze, principali novità fiscali 2026 e i casi particolari più frequenti, con indicazione delle norme di riferimento.
Scadenze fiscali 2026: il quadro generale
Il periodo d’imposta di riferimento è il 2025: nel 2026 si dichiarano i redditi percepiti nel 2025 e le spese sostenute nello stesso anno. Le scadenze si articolano su due piani: da un lato il modello 730/2026, dall’altro il Modello Redditi PF 2026, con un calendario comune per i versamenti di saldo e acconti IRPEF.
Date chiave da ricordare
| Scadenza | Cosa succede |
|---|---|
| 16 marzo 2026 | Consegna Certificazione Unica (CU) da parte del sostituto d’imposta. |
| 30 aprile 2026 | Disponibile online la dichiarazione precompilata (730 e Redditi PF). |
| Da metà/fine maggio 2026 | Apertura invio 730 precompilato con possibilità di modifiche. |
| 30 giugno 2026 | Versamento saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026. |
| 30 luglio 2026 | Saldo e primo acconto con maggiorazione dello 0,40% in unica soluzione. |
| 30 settembre 2026 | Scadenza invio modello 730/2026 (CAF, professionista, precompilato fai‑da‑te). |
| 26 ottobre 2026 | Termine per il 730 integrativo (correzioni a favore del contribuente). |
| 30 novembre 2026 | Versamento secondo acconto IRPEF 2026. |
| 2 novembre 2026 | Scadenza invio telematico Modello Redditi PF 2026 (31 ottobre slitta al 2 novembre). |
Il quadro normativo di riferimento resta il DPR 600/1973 per accertamento e controlli e il DPR 917/1986 (TUIR) per la definizione delle categorie di reddito e delle detrazioni IRPEF.
Modello 730/2026: scadenze, novità e vantaggi
Il modello 730/2026 è pensato per lavoratori dipendenti e pensionati, ma in molti casi può essere utilizzato anche da altri contribuenti in presenza di un sostituto d’imposta che effettua i conguagli. Il vantaggio principale è la gestione diretta di rimborsi e trattenute in busta paga o sul cedolino pensione.
Scadenze operative 730/2026
- 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio del 730/2026, sia tramite CAF/professionista sia tramite precompilato.
- 26 ottobre 2026: scadenza per il 730 integrativo, se la correzione è a favore del contribuente.
Come funzionano pagamenti e rimborsi con il 730
- Se dal 730 emerge un debito, le imposte vengono trattenute dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) nei mesi successivi all’invio.
- Se emerge un credito, il rimborso arriva direttamente in busta paga o sulla pensione, spesso già tra luglio e settembre per le dichiarazioni presentate nei primi mesi utili.
Novità 730/2026: cosa cambia
Le istruzioni del modello 730/2026 recepiscono alcune importanti novità introdotte per i redditi 2025, in particolare su IRPEF, detrazioni e familiari a carico.
| Ambito | Novità 2026 |
|---|---|
| Aliquote IRPEF | Conferma della struttura a tre scaglioni IRPEF per i redditi 2025, già introdotta con la riforma precedente. |
| Detrazioni lavoro dipendente | Detrazione per lavoro dipendente innalzata da 1.880 a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro; misure specifiche per redditi fino a 40.000 euro con ulteriori importi e detrazioni decrescenti. |
| Familiari a carico | Nel 730/2026 decadono i carichi fiscali per figli oltre i 30 anni, salvo disabilità riconosciuta ex L. 104/1992, art. 3. |
| Detrazioni alta soglia di reddito | Conferma del tetto complessivo alle detrazioni per contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. |
| Spese specifiche | Aumento del tetto per alcune spese scolastiche e conferma di detrazioni particolari, ad esempio per cani guida non vedenti (detrazione forfettaria a 1.100 euro). |
| Cripto-attività | Maggiore dettaglio nei quadri dedicati alle cripto-attività, alla luce dei cambi normativi su tassazione e monitoraggio. |
Modello Redditi PF 2026: quando serve e principali scadenze
Il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 è obbligatorio per titolari di partita IVA e per chi possiede redditi che non possono essere dichiarati tramite 730, come alcuni redditi esteri, plusvalenze finanziarie complesse, determinate cripto-attività o specifici redditi diversi. La presentazione avviene esclusivamente in via telematica.
Scadenze Modello Redditi PF 2026
- 2 novembre 2026: invio telematico della dichiarazione (31 ottobre è sabato, slittamento al primo giorno lavorativo successivo).
- Entro 90 giorni dalla scadenza: dichiarazione tardiva ma ancora valida, con sanzioni ridotte.
Versamenti: saldo e acconti IRPEF
| Scadenza | Versamenti IRPEF |
|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026. |
| 30 luglio 2026 | Saldo e primo acconto con maggiorazione dello 0,40% se si opta per il pagamento differito. |
| 30 novembre 2026 | Secondo acconto IRPEF 2026. |
Bonus casa e ristrutturazioni nel 2026
Il 2026 è un anno di transizione importante per i bonus edilizi: la Legge di Bilancio ha razionalizzato le aliquote, introducendo un doppio binario con percentuali diverse tra abitazione principale e altri immobili, e mantenendo alcuni bonus accessori come il bonus mobili con tetti di spesa ridotti.
Detrazioni per ristrutturazioni “ordinarie”
La disciplina di base resta l’articolo 16-bis del TUIR (DPR 917/1986), che consente una detrazione su dieci anni per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su immobili abitativi.
| Immobile | Aliquota 2026 | Massimale di spesa |
|---|---|---|
| Abitazione principale | 50% per le spese 2026 (36% dal 2027). | Fino a 96.000 euro per unità immobiliare. |
| Altri immobili (seconde case, locati, ecc.) | 36% per le spese 2026, con ulteriore riduzione negli anni successivi. | Fino a 96.000 euro per unità immobiliare. |
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato la logica delle due aliquote principali, 50% e 36%, distinguendo in modo più netto tra abitazione principale e altri immobili.
Superbonus: cosa resta nel 2026
Il Superbonus, introdotto dall’art. 119 del DL 34/2020, continua nel 2026 in forma molto ridimensionata rispetto al passato, con aliquote ridotte e platea di beneficiari limitata. Il quadro è stato profondamente inciso dalle ultime Leggi di Bilancio, che hanno ristretto i casi in cui si può ancora beneficiare delle aliquote più alte.
- Aliquote ridotte (90%, 70%, 65%) a seconda del tipo di intervento, della categoria di beneficiario (condomini, edifici unifamiliari, IACP) e dell’anno di sostenimento della spesa.
- Maggiore difficoltà ad utilizzare cessione del credito e sconto in fattura, con ritorno alla detrazione in dichiarazione come via ordinaria.
È fondamentale distinguere tra interventi “trainanti” (cappotto, sostituzione impianto di climatizzazione, ecc.) e “trainati” (infissi, fotovoltaico, colonnine di ricarica), poiché l’accesso al Superbonus dipende dalla corretta combinazione degli interventi previsti dalla norma.
Bonus mobili, elettrodomestici e condizionatori
Il bonus mobili ed elettrodomestici resta agganciato agli interventi di ristrutturazione, mentre gli impianti di climatizzazione possono rientrare tanto nel bonus ristrutturazione quanto nell’Ecobonus, a determinate condizioni tecniche. Anche su questi fronti il 2026 consolida un quadro più restrittivo rispetto agli anni del “tutto bonus”.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2026
- Norma di riferimento: art. 16 DL 63/2013 e successive proroghe, richiamate dalle Leggi di Bilancio più recenti.
- Detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad immobili oggetto di ristrutturazione agevolata.
- Per il biennio 2025–2026, il massimale di spesa è ridotto a 5.000 euro per unità immobiliare, con ripartizione in 10 rate annuali.
Il presupposto essenziale è la presenza di un intervento di ristrutturazione agevolato avviato prima dell’acquisto dei mobili; senza lavori, non c’è bonus mobili. I pagamenti devono essere tracciabili (bonifico, carte), in coerenza con le regole dei bonus edilizi.
Condizionatori e impianti di climatizzazione
- Possono rientrare nel bonus ristrutturazione come interventi di manutenzione straordinaria, oppure nell’Ecobonus (art. 14 DL 63/2013) se sostituiscono impianti esistenti e rispettano specifici requisiti di efficienza.
- L’aliquota applicabile dipende dal tipo di intervento (semplice sostituzione vs riqualificazione energetica) e dalla classificazione dell’immobile (abitazione principale o altro).
Criptovalute nella dichiarazione 2026
Dal punto di vista fiscale, le criptovalute e le cripto-attività sono ormai disciplinate in modo espresso: la Legge di Bilancio 2023 ha introdotto un quadro organico, ulteriormente rielaborato con la Legge di Bilancio 2025, che per il 2026 interviene soprattutto sulle aliquote e sui profili di monitoraggio.
Tassazione delle cripto-attività
- Per le persone fisiche non imprenditori, le plusvalenze da cessione di cripto-attività sono qualificate come redditi diversi di natura finanziaria, ai sensi della disciplina introdotta dalla L. 197/2022 e successive modifiche.
- Per i redditi 2025 si applica un’aliquota del 26%, mentre dal 1° gennaio 2026 la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) prevede l’aumento al 33% sulle plusvalenze e altri proventi da cripto-attività, con alcune eccezioni per specifiche stablecoin che restano al 26%.
| Anno di riferimento | Aliquota plusvalenze crypto | Norma |
|---|---|---|
| Redditi 2025 | 26% | Disciplina introdotta da L. 197/2022 e modifiche successive. |
| Redditi 2026 | 33% (26% per alcune stablecoin) | Legge di Bilancio 2025, art. 1, comma 24, L. 207/2024 e chiarimenti successivi. |
In dichiarazione, i redditi derivanti da crypto confluiscono nel quadro RT del Modello Redditi PF 2026, o nel quadro ad hoc previsto nelle versioni aggiornate del 730 quando utilizzabile, con modalità specifiche di determinazione del costo e dei corrispettivi.
Monitoraggio fiscale e imposta patrimoniale
- Le cripto-attività detenute presso exchange esteri o in wallet privati devono essere indicate nel quadro RW, ai fini del monitoraggio fiscale, secondo le regole del DL 167/1990 come modificato.
- Sulle consistenze detenute è dovuta una imposta patrimoniale (IVCA, simile all’IVAFE) con aliquota intorno allo 0,2% sul valore delle cripto al termine del periodo d’imposta o sulla media di giacenza, in base alle istruzioni ufficiali.
Redditi diversi: molto oltre stipendio e pensione
Una parte crescente dei casi “strani” che arrivano a CAF e studi professionali rientra nella categoria dei redditi diversi, regolata dall’articolo 67 del TUIR. Si tratta di redditi atipici che non trovano collocazione nelle categorie ordinarie (lavoro, capitale, impresa, fondiari) e che richiedono particolare attenzione in dichiarazione.
Base normativa: art. 67 TUIR
- L’art. 67 del DPR 917/1986 elenca in modo tassativo le ipotesi di redditi diversi, tra cui plusvalenze da cessione di partecipazioni, proventi da lotti e diritti reali, redditi occasionali e altri casi particolari.
- La corretta qualificazione determina se la tassazione è ordinaria o sostitutiva, e in quale quadro (RL, RT, ecc.) vanno indicati i proventi in dichiarazione.
Esempi frequenti di redditi diversi
| Caso | Trattamento indicativo |
|---|---|
| Corrispettivi per concessione del diritto di superficie o di altri diritti reali di godimento | Reddito diverso ex art. 67 TUIR, spesso da indicare nel quadro RL del Modello Redditi PF.[web:22][web:25][web:28][web:31] |
| Alcune indennità e proventi occasionali | Inquadrabili come redditi diversi quando manca l’abitualità e non si ricade nel lavoro autonomo vero e proprio.[web:22][web:25] |
| Plusvalenze da cessione di determinati strumenti finanziari non soggetti a regime del risparmio amministrato | Redditi diversi di natura finanziaria con indicazione nel quadro RT (in teoria distinta dalle cripto-attività, ora disciplinate ad hoc). |
Per chi compila la dichiarazione senza assistenza, è essenziale verificare sempre se un provento “una tantum” rientra in una delle lettere dell’art. 67 TUIR, per evitare di tralasciare redditi imponibili o di inquadrarli in modo errato.
Come scegliere tra 730 e Modello Redditi nel 2026
La scelta tra 730/2026 e Modello Redditi PF 2026 dipende dalla tipologia di redditi, dalla presenza di un sostituto d’imposta e dalla complessità del quadro dichiarativo, soprattutto se sono presenti bonus edilizi, cripto-attività o redditi diversi particolari.
| Situazione | Modello consigliato |
|---|---|
| Lavoratore dipendente/pensionato con redditi “standard” e spese detraibili | Modello 730/2026, per conguagli e rimborsi in busta paga o pensione. |
| Partita IVA, redditi esteri complessi, cripto-attività importanti, redditi diversi articolati | Modello Redditi PF 2026, con utilizzo dei quadri RT, RW, RL, ecc. |
| Bonus casa, Superbonus, bonus mobili, Ecobonus e affini | Entrambi i modelli, a seconda del profilo del contribuente; rileva il corretto utilizzo dei righi dedicati alle detrazioni edilizie. |
| Crypto “importanti” e investimenti esteri | Di regola Modello Redditi PF 2026, per gestione di quadri RT e RW e dell’imposta patrimoniale sulle cripto-attività. |
In caso di dubbi, il supporto di un professionista abilitato resta la soluzione più sicura per rispettare scadenze, sfruttare le detrazioni e gestire correttamente le novità 2026, soprattutto su bonus casa, cripto-attività e redditi diversi atipici.
Redditi 2026: le novità fiscali che troverai nella dichiarazione 2027
Ogni anno le regole fiscali cambiano un po’, ma il 2026 è uno di quei tornanti che vale la pena affrontare con il navigatore acceso.
Da un lato la rimodulazione delle aliquote IRPEF, dall’altro aggiustamenti mirati sulle detrazioni e una disciplina delle cripto-attività che entra definitivamente “a regime”.
Tutto questo si tradurrà, nel 2027, in dichiarazioni dei redditi più delicate da gestire, specie per chi ha redditi medio-alti, investimenti, immobili o crypto.
Nuova IRPEF 2026: cosa cambia sugli scaglioni
Il cuore della riforma è semplice da raccontare: la seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.
Primo e terzo scaglione restano fermi, rispettivamente al 23% per i redditi fino a 28.000 euro e al 43% per la parte eccedente i 50.000 euro.
Tradotto in concreto: chi si colloca nella fascia medio‑alta vedrà un alleggerimento del prelievo.
L’entità del beneficio dipenderà, ovviamente, dalla posizione di reddito all’interno di quella fascia, ma l’obiettivo della norma è chiaro: rendere un po’ meno ripida la salita tra secondo e terzo scaglione.
Perché questo conta per la dichiarazione 2027?
Perché se nel 2026 ti muovi stabilmente in quell’intervallo di reddito, i conteggi IRPEF che vedrai in dichiarazione scontano già la nuova aliquota: eventuali simulazioni fatte in studio dovranno tenere conto di questo “sconto” strutturale.
Detrazioni IRPEF: attenzione a chi supera i 200.000 euro
Ogni volta che si interviene sulle aliquote, il legislatore tende a correggere il tiro sulle detrazioni per i redditi più elevati.
La Legge di Bilancio 2026 non fa eccezione: accanto alla riduzione della seconda aliquota, è stato introdotto un meccanismo di sterilizzazione del beneficio per chi ha redditi molto alti.
Se il tuo reddito complessivo supera i 200.000 euro, dal 2026 si applica una riduzione forfettaria di 440 euro sull’ammontare delle detrazioni IRPEF spettanti per una serie di oneri, tra cui:
- spese detraibili al 19% (con esclusione delle spese sanitarie);
- erogazioni liberali a favore dei partiti politici;
- premi assicurativi contro il rischio di eventi calamitosi.
In altre parole, il vantaggio ottenuto dalla riduzione dell’aliquota viene in buona misura compensato da una limatura delle detrazioni, così da evitare che il beneficio si concentri eccessivamente sui redditi più elevati.
In dichiarazione 2027 questo passaggio dovrà essere calcolato con precisione, perché il taglio opera dopo aver determinato il totale delle detrazioni spettanti.
Nuovi limiti alle spese detraibili e quoziente familiare
Un altro fronte su cui il 2026 segna una discontinuità riguarda i limiti alle spese detraibili in funzione del reddito.
La logica è quella di collegare il volume massimo delle spese “agevolabili” alla capacità contributiva del contribuente, senza dimenticare la composizione del nucleo familiare.
In termini operativi, per i redditi complessivi:
- tra 75.001 e 100.000 euro, viene previsto un tetto “base” alle spese detraibili pari a 14.000 euro;
- superiori a 100.000 euro, il tetto base scende a 8.000 euro.
Questi limiti si affiancano ai meccanismi di riduzione già esistenti e vanno letti alla luce del quoziente familiare, che ridisegna il modo in cui il reddito familiare incide sulla possibilità di sfruttare le agevolazioni.
Ecco perché, guardando alla dichiarazione 2027, sarà fondamentale non solo conservare le fatture, ma anche comunicare correttamente al professionista tutti i dati su coniuge, figli e carichi.
Cripto‑attività: dal 2026 la disciplina è “a regime”
Per il mondo delle cripto‑attività, il 2026 è il primo anno in cui la nuova disciplina, stratificatasi a partire dalla Legge di Bilancio 2023, entra a pieno titolo nella pratica quotidiana.
Se negli anni precedenti abbiamo assistito a un progressivo chiarimento delle regole, ora si può dire che il quadro normativo sia sostanzialmente definito.
Le plusvalenze realizzate dalle persone fisiche non imprenditori continuano a essere qualificate come redditi diversi di natura finanziaria, assoggettati a imposta sostitutiva.
La differenza è che, per i redditi 2026, l’aliquota del 33% non è più un’eccezione, ma la regola, con alcune nicchie che restano al 26% (ad esempio per determinate tipologie di stablecoin).
Ciò significa che la dichiarazione 2027 dovrà quasi sempre misurarsi con:
- un quadro RT più strutturato, dedicato alle cripto‑attività;
- un quadro RW in cui indicare consistenze e movimenti verso l’estero;
- una patrimoniale (IVCA) basata sulle giacenze al 31 dicembre, distinta da eventuali plusvalenze realizzate.
Per gestire tutto questo, il “pezzo di carta” fondamentale non è tanto la singola fattura, quanto un insieme coerente di estratti conto, report di piattaforma e file CSV che permettano al commercialista di ricostruire correttamente la storia fiscale del portafoglio crypto nel 2026.
Checklist: i documenti da consegnare al commercialista per la dichiarazione 2027
Quella che segue non è la solita lista indistinta, ma una checklist ragionata per blocchi, che puoi utilizzare come base per la tua organizzazione interna o da condividere con i clienti in vista della campagna dichiarativa relativa ai redditi 2026.
| Ambito | Documenti da preparare |
|---|---|
| Dati anagrafici e famiglia | Documento d’identità e tessera sanitaria; codici fiscali del contribuente, del coniuge e dei familiari a carico; eventuali sentenze di separazione o divorzio; certificazioni di disabilità o invalidità ai fini delle agevolazioni. |
| Storico fiscale | Copia dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata (730 o Redditi PF), ricevute di invio, eventuali modelli F24 già pagati con relativi codici tributo. |
| Redditi di lavoro e pensione | Certificazioni Uniche (CU) di tutti i datori di lavoro e degli enti pensionistici, certificazioni di redditi assimilati (collaborazioni, compensi occasionali, borse di studio), eventuali documenti relativi a arretrati soggetti a tassazione separata. |
| Immobili e locazioni | Visure catastali aggiornate; atti di acquisto, donazione o successione; contratti di locazione registrati; ricevute dei canoni; modelli F24 IMU pagati nel 2026; documentazione di eventuali immobili all’estero con imposte locali versate. |
| Investimenti e partecipazioni | Estratti conto bancari e dossier titoli; rendiconti di fondi, polizze e altri strumenti; certificazioni di dividendi e interessi; documenti su cessioni di partecipazioni o strumenti finanziari, con indicazione di prezzi di acquisto e di vendita. |
| Cripto‑attività e estero | Estratti conto e report degli exchange (italiani ed esteri), file CSV dei movimenti, valorizzazione delle giacenze al 31/12/2026 per ogni wallet; documentazione di conti correnti, depositi e investimenti esteri, con dettaglio di eventuali imposte estere pagate. |
| Spese sanitarie | Fatture, ricevute e scontrini parlanti per visite, esami, prestazioni sanitarie, farmaci; eventuali spese non trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria che vanno integrate manualmente. |
| Mutui e interessi passivi | Certificazione annuale della banca con il dettaglio degli interessi passivi e oneri accessori; contratto di mutuo e atto di acquisto dell’immobile (in particolare se “prima casa”). |
| Istruzione e formazione | Ricevute di tasse scolastiche e universitarie, master, corsi riconosciuti; pagamenti per servizi scolastici e attività parascolastiche detraibili. |
| Assicurazioni | Quietanze premi per polizze vita, infortuni, non autosufficienza e calamità naturali; indicazione chiara dell’intestatario e del rischio coperto. |
| Erogazioni liberali | Ricevute di bonifici e pagamenti a ONLUS, ETS, associazioni sportive, enti religiosi, partiti politici, con causale e dati dell’ente beneficiario. |
| Contributi previdenziali | Ricevute contributi versati a INPS, casse professionali, gestione separata, fondi pensione e previdenza complementare. |
| Ristrutturazioni e bonus casa | Fatture di imprese e professionisti, bonifici parlanti, pratiche edilizie (CILA/SCIA), comunicazioni ENEA, contratti di appalto, eventuali delibere condominiali per lavori sulle parti comuni. |
| Superbonus e altri maxi‑bonus | Stati di avanzamento lavori (SAL), asseverazioni tecniche, visti di conformità, fatture, bonifici, comunicazioni all’Agenzia delle Entrate per cessione del credito o sconto in fattura. |
| Bonus mobili, elettrodomestici, energia | Fatture e pagamenti tracciabili per mobili ed elettrodomestici legati a ristrutturazioni agevolate; documentazione lavori che legittimano il bonus; pratiche ENEA ed eventuali certificazioni per impianti di climatizzazione e interventi energetici. |
| Redditi diversi e casi particolari | Documentazione su prestazioni occasionali, compensi sportivi dilettantistici, concessione di diritti reali (usufrutto, superficie, ecc.), cessioni tassabili di terreni, immobili o altri beni, indennità e proventi non ricorrenti da verificare alla luce dell’articolo 67 TUIR. |
Un consiglio pratico per chiudere
Avere una lista chiara delle “cose da portare al commercialista” evita equivoci, riduce il numero di richieste integrative e, soprattutto, consente allo studio di concentrarsi su ciò che davvero aggiunge valore: interpretare correttamente le norme, pianificare, prevenire contestazioni.
Se sai già che nel 2026 supererai certe soglie di reddito, che effettuerai movimenti importanti su immobili, investimenti o cripto‑attività, il momento giusto per parlarne con il commercialista non è quando la dichiarazione 2027 è già “in corsa”, ma prima, quando si possono ancora impostare scelte e comportamenti con un margine di manovra reale.
Le norme cambiano, ma una cosa resta costante: una buona dichiarazione è sempre il risultato di una buona organizzazione. La differenza, ormai, la fa sempre più spesso la qualità dei dati che arrivano in studio e il modo in cui vengono messi a sistema.



