Credito d’imposta ZES Sardegna: come sfruttare al meglio la ZES Unica per gli investimenti produttivi

La ZES unica rende oggi la Sardegna uno dei poli più interessanti per gli investimenti produttivi, grazie a un credito d’imposta potente ma rigidamente ancorato alle regole UE sugli aiuti di Stato. Per sfruttare davvero questa leva serve un inquadramento chiaro: chi può accedere, quali investimenti rientrano, quali percentuali si applicano in Sardegna e quali adempimenti non si possono sbagliare.

Cos’è la ZES unica e dove si colloca la Sardegna

La Zona economica speciale per il Mezzogiorno – ZES unica – è stata istituita dall’art. 9 del D.Lgs. 124/2023 ed è operativa dal 1° gennaio 2024. L’agevolazione fiscale principale è un contributo sotto forma di credito d’imposta disciplinato dall’art. 16 del D.L. 124/2023 (c.d. “decreto Sud”), convertito nella L. 162/2023.

La ZES unica ricomprende l’intero territorio delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Per la Sardegna, la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022‑2027 la qualifica come area “a” ex art. 107, par. 3, lett. a), TFUE, con intensità massime di aiuto pari, in linea generale, al 30% per le grandi imprese, 40% per le medie e 50% per le piccole. In alcune aree (es. Sulcis‑Iglesiente) si applicano maggiorazioni legate al Just Transition Fund, con +10 punti percentuali sui massimali.

Chi può accedere in Sardegna

L’art. 16 D.L. 124/2023 riconosce il credito a tutte le imprese, indipendentemente da forma giuridica e regime contabile, che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite della ZES unica. Per accedere in Sardegna non è necessario avere sede legale nell’isola: è sufficiente che la struttura produttiva destinataria dei beni sia localizzata nel territorio regionale agevolato.

Sono invece escluse:

  • imprese dei settori:

    • industria siderurgica, carbonifera e della lignite;

    • trasporti, salvo magazzinaggio e supporto ai trasporti, e relative infrastrutture;

    • produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche;

    • banda larga;

    • settore creditizio, finanziario e assicurativo;

  • imprese in stato di liquidazione o scioglimento;

  • imprese in difficoltà ai sensi dell’art. 2, punto 18, Reg. (UE) 651/2014.

Per le imprese della produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura opera l’art. 16‑bis D.L. 124/2023 e il D.M. MASAF attuativo, che richiamano i limiti UE specifici (Reg. 2022/2472 e 2022/2473) e introducono soglie minime e condizioni ulteriori (es. progetti almeno pari a 50.000 euro).

Investimenti agevolabili in Sardegna

Il credito ZES unica spetta per investimenti che fanno parte di un “progetto di investimento iniziale” ai sensi dell’art. 2, punti 49–51, del Reg. (UE) 651/2014. Sono agevolati, se destinati a strutture produttive in Sardegna:

  • acquisto, anche in leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie;

  • acquisto di terreni;

  • acquisto, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.

Per gli immobili sono ammessi anche beni già utilizzati dal dante causa (venditore) o da terzi, purché l’operazione integri un investimento iniziale (es. riattivazione di stabilimento chiuso, nuova attività o trasformazione sostanziale). Il valore complessivo di terreni e fabbricati non può superare il 50% del valore totale dell’investimento agevolato.

Sono esclusi, in linea con la guida e con la prassi sul vecchio bonus Mezzogiorno:

  • beni merce e beni destinati alla vendita;

  • beni di consumo, materiali di scorta;

  • beni gratuitamente devolvibili in concessione (salvo specifiche eccezioni);

  • investimenti puramente sostitutivi che non integrano un progetto di investimento iniziale.

Tabella 1 – Perimetro territoriale e oggettivo per la Sardegna

ProfiloRegolaSintesi contenuto guida / norme
TerritorioIntera Regione Sardegna agevolata come area “A” TFUE.Riprende tabella “Zone assistite ammissibili”.
Imprese ammesseTutte, escluse imprese in settori vietati e in difficoltà.Coerente con quadro riepilogativo “Soggetti beneficiari / settori esclusi”.
Beni agevolabiliMacchinari, impianti, attrezzature, terreni, immobili strumentali (nuovi; immobili anche già utilizzati).Ripresa integrale della sezione su beni agevolati e investimenti immobiliari.
Limite terreni/imm.Max 50% dell’investimento agevolato.Come previsto da art. 16, co. 2 e decreto 17.5.2024.
Soglia minima200.000 euro; 50.000 euro per agricolo.Coerente con guida (investimento minimo e capitolo agricoltura).
Massimale progetto100 milioni di euro di costi ammissibili per progetto.Ripreso dalle tabelle decreto attuativo.

Periodi di validità 2024–2026 e adempimenti

1 Finestra 2024

Per il 2024 il credito spetta per investimenti realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024. Le imprese hanno dovuto comunicare, tramite software “ZES Unica”:

  • una comunicazione ordinaria dal 12 giugno al 12 luglio 2024, con gli investimenti effettuati e da effettuare entro il 15 novembre 2024;

  • una comunicazione integrativa dal 18 novembre al 2 dicembre 2024, attestando gli investimenti effettivamente realizzati e allegando fatture elettroniche ed estremi della certificazione delle spese.

Con provvedimento del 22 luglio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha fissato la percentuale di fruizione del credito ZES unica 2024 al 17,6668% del credito teorico risultante dall’ultima comunicazione validamente presentata. L’importo effettivamente fruibile è pari al credito teorico moltiplicato per tale percentuale, troncato all’unità di euro.

2 Finestra 2025

La L. 207/2024 (legge di bilancio 2025) ha prorogato il credito ZES unica per gli investimenti realizzati dal 16 novembre 2024 al 15 novembre 2025, con tetto di spesa di 2,2 miliardi. Per il 2025 sono previste:

  • comunicazione ordinaria all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 30 maggio 2025, con le spese ammissibili sostenute dal 16 novembre 2024 e quelle previste fino al 15 novembre 2025;

  • comunicazione integrativa dal 18 novembre al 2 dicembre 2025, attestante la realizzazione degli investimenti indicati, con allegazione delle fatture elettroniche e della certificazione delle spese.

La percentuale di fruibilità del credito teorico ZES 2025 è stata successivamente fissata al 60,3811% con provvedimento del 12 dicembre 2025, in applicazione del tetto di spesa fissato dalla legge di bilancio.

3 Proroga 2026

La legge di bilancio 2026 ha ulteriormente prorogato il credito d’imposta ZES unica per gli investimenti 2026, rinviando a successivi provvedimenti AdE e ministeriali la definizione di termini, modelli e percentuale effettiva in base alle risorse disponibili. La logica resta quella già vista per 2024 e 2025: finestra temporale per gli investimenti, comunicazione ordinaria, comunicazione integrativa, provvedimento su percentuale di fruizione.

Tabella 2 – Cronologia essenziale per la Sardegna (imprese “ordinarie”)

Anno investimentiPeriodo spese agevolabili in ZES unicaComunicazione ordinariaComunicazione integrativaPercentuale fruizione
20241.1.2024 – 15.11.202412.6 – 12.7.202418.11 – 2.12.202417,6668% del credito teorico.
202516.11.2024 – 15.11.202531.3 – 30.5.202518.11 – 2.12.202560,3811% del credito teorico.
2026Periodo fissato da provvedimenti attuativi su base L. bilancio 2026.Da definire.Da definire.Da definire.

Intensità di aiuto, cumulo e focus Sardegna

1 Intensità massime applicabili

L’art. 16 D.L. 124/2023 rinvia ai limiti della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022‑2027 e al Reg. (UE) 651/2014. Per la Sardegna, in quanto regione “a”, le intensità massime base per gli aiuti agli investimenti sono, in assenza di maggiorazioni locali:

  • grandi imprese: 30%;

  • medie imprese: 40%;

  • piccole imprese: 50%.

Nelle zone JTF (es. Sulcis‑Iglesiente) la Carta prevede una maggiorazione di 10 punti percentuali, portando i massimali al 40% per le grandi imprese, 50% per le medie e 60% per le piccole. A tali massimali occorre rapportare, in cumulo, il credito ZES unica, eventuali contributi in conto capitale regionali o nazionali, altri crediti d’imposta sugli stessi costi.

2 Cumulo con altri aiuti (anche Transizione 5.0)

Il credito ZES unica è espressamente cumulabile con:

  • aiuti “de minimis”;

  • altri aiuti di Stato sugli stessi costi (incluso il credito Transizione 5.0 introdotto dal D.L. 19/2024, art. 38, come modificato dalla L. 207/2024), purché la somma delle agevolazioni non superi l’intensità o l’importo massimo consentiti dalla disciplina UE di riferimento.

La guida sottolinea, con un caso pratico, la necessità di calcolare ex ante l’intensità complessiva d’aiuto per non superare i massimali della Carta, soprattutto per progetti rilevanti in Sardegna con cumulo tra credito ZES, contributi regionali FESR/PNRR e Transizione 5.0.

Tabella 3 – Esempio di massimali nella pratica sarda

Tipo impresa / area SardegnaMassimale intensità aiuto investimenti (Carta 2022‑2027)Nota operativa
Piccola impresa – resto Sardegna50% dei costi ammissibili.Somma tra credito ZES, contributi in conto capitale e altri crediti non può superare il 50%.
Media impresa – resto Sardegna40% dei costi ammissibili.Attenzione al cumulo con Transizione 5.0 su stessi cespiti 4.0.
Grande impresa – resto Sardegna30% dei costi ammissibili.Per Abruzzo (zona “c”) le grandi imprese sono ammesse solo per nuove attività, non è il caso della Sardegna.
Piccola impresa – Sulcis‑Iglesiente60% (50% + 10 p.p. JTF).Consente combinazioni più ampie tra credito ZES e aiuti regionali.

Vincoli, controlli e cause tipiche di revoca

Il quadro dei controlli delineato dal D.M. 17 maggio 2024 e richiamato nella guida è particolarmente rilevante per chi investe in Sardegna.

I punti critici principali sono:

  • messa in funzione dei beni: se i beni agevolati non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello di acquisizione o ultimazione, il credito è rideterminato escludendo tali costi e la quota indebitamente utilizzata va riversata.

  • dismissione, cessione o trasferimento dei beni: se, entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello di entrata in funzione, i beni sono ceduti, dismessi, destinati a finalità estranee o trasferiti a strutture produttive fuori ZES, scatta il recapture con rideterminazione del credito.

  • mantenimento dell’attività: le imprese devono mantenere l’attività nelle aree della ZES per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento (tre per le PMI, se si applicano le condizioni di flessibilità UE); in caso contrario si applica la revoca dei benefici goduti.

  • adempimenti formali: la mancata presentazione della comunicazione integrativa o la sua presentazione incompleta o incongruente comporta la decadenza dal credito.

La certificazione delle spese, rilasciata dal revisore legale o dalla società di revisione (anche per imprese non obbligate per legge alla revisione), è elemento indefettibile per la legittima fruizione del credito e deve attestare sia il sostenimento dei costi sia la loro corretta iscrizione contabile.

Schema operativo per imprese e studi in Sardegna

Alla luce della disciplina e delle indicazioni della guida, per un’operazione ZES in Sardegna con taglio professionale la sequenza logica è la seguente:

  1. Analisi preliminare

    • verifica dell’inquadramento dell’impresa (assenza di stato di difficoltà, settore non escluso, eventuale settore agricolo/pesca);

    • individuazione della/e struttura/e produttiva/e in Sardegna e dei codici ATECO interessati.

  2. Definizione del progetto di investimento iniziale

    • scelta del “perimetro” progetto (nuovo stabilimento, ampliamento, diversificazione, trasformazione fondamentale del processo);

    • aggregazione degli investimenti coerenti (macchinari, impianti, immobili, terreni) e verifica della soglia minima di 200.000 euro (o 50.000 per agricolo).

  3. Pianificazione temporale e documentale

    • allineamento di ordini, consegne, installazioni e collaudi alle finestre di spesa 1.1–15.11 / 16.11–15.11;

    • predisposizione delle informazioni per la comunicazione ordinaria e integrativa (dettaglio per bene, localizzazione, costi, aiuti ricevuti).

  4. Valutazione del cumulo

    • mappatura di tutti gli aiuti sugli stessi costi (ZES, regimi regionali, PNRR, Transizione 5.0, de minimis);

    • calcolo dell’intensità complessiva rispetto ai massimali Carta 2022‑2027 per la Sardegna (e, se del caso, per il Sulcis‑Iglesiente).

  5. Certificazione e fruizione del credito

    • incarico al revisore per la certificazione delle spese e raccolta delle fatture elettroniche;

    • verifica del provvedimento AdE sulla percentuale di fruizione e iscrizione del credito nel bilancio secondo OIC 12 / OIC 25;

    • utilizzo del credito in F24 in compensazione, nel rispetto dei vincoli UE e delle regole di monitoraggio.

Riferimenti normativi

  • Art. 9 D.Lgs. 124/2023 → istituzione ZES unica
  • Art. 16 D.L. 124/2023 convertito in L. 162/2023 → disciplina del credito
  • Carta aiuti 2022–2027 → intensità per la Sardegna (area “a”)
  • Reg. UE 651/2014 → definizioni di investimento iniziale
  • Reg. 2022/2472 e 2473 → settori agricolo/pesca
  • Provvedimenti AdE 22/7/2024 e 12/12/2025 → percentuali di fruizione
  • D.M. 17 maggio 2024 → controlli e certificazione

 

Sintesi operativa finale

La ZES Sardegna rappresenta oggi uno degli strumenti più potenti per sostenere investimenti produttivi nell’isola. La combinazione tra credito d’imposta, intensità elevate della Carta Aiuti e possibilità di cumulo con misure regionali e nazionali consente alle imprese di costruire piani di investimento con un impatto finanziario estremamente favorevole.

Per sfruttare al meglio l’agevolazione è essenziale:

  • definire con precisione la natura dell’investimento (iniziale vs. sostitutivo)
  • verificare la corretta localizzazione e la disponibilità dei titoli edilizi
  • programmare i tempi di entrata in funzione dei beni
  • predisporre una documentazione completa e coerente
  • valutare il cumulo con altri incentivi (Transizione 5.0, bandi regionali, contributi in conto capitale)

🔁 Diagramma operativo esteso

FASE 1 — ANALISI PRELIMINARE
- Verifica requisiti soggettivi dell’impresa
- Individuazione dell’unità produttiva in Sardegna
- Classificazione dell’investimento come “iniziale”
- Controllo settori ammessi/esclusi

FASE 2 — PIANIFICAZIONE ECONOMICA
- Stima dei costi ammissibili
- Verifica massimali Carta Aiuti
- Analisi del cumulo con altri incentivi
- Definizione del cronoprogramma di spesa

FASE 3 — ADEMPIMENTI PREVENTIVI
- Predisposizione documentazione tecnica
- Invio comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate
- Eventuale coordinamento con bandi regionali

FASE 4 — REALIZZAZIONE DELL’INVESTIMENTO
- Acquisto beni e servizi
- Pagamenti tracciabili
- Entrata in funzione dei beni entro i termini
- Conservazione di fatture, contratti, relazioni tecniche

FASE 5 — CERTIFICAZIONE
- Incarico a tecnico abilitato
- Verifica fisica dei beni
- Asseverazione della conformità e dell’entrata in funzione
- Predisposizione relazione finale

FASE 6 — FRUIZIONE DEL CREDITO
- Compilazione modello F24
- Utilizzo del codice tributo previsto
- Rispetto delle percentuali di fruizione per annualità
- Monitoraggio residui e cumuli

FASE 7 — MANTENIMENTO E CONTROLLI
- Mantenimento dell’attività e dei beni per 5 anni (3 per PMI)
- Aggiornamento della documentazione
- Risposta a eventuali controlli AdE o MIMIT

🎯 Strategie per massimizzare il beneficio

  • Integrare la ZES con altri incentivi: in particolare Transizione 5.0, bandi regionali e contributi in conto capitale.
  • Anticipare la progettazione: la corretta definizione dell’investimento iniziale evita contestazioni.
  • Ottimizzare la tempistica: l’entrata in funzione dei beni è un punto critico.
  • Documentare tutto: ogni fase deve essere tracciabile e verificabile.
  • Valutare scenari alternativi: leasing, acquisto diretto, costruzione, ampliamento, ristrutturazione.
  • Monitorare i massimali: soprattutto per imprese con più unità produttive o investimenti pluriennali.

🧭 Conclusione

La ZES Sardegna non è solo un’agevolazione fiscale, ma un vero strumento di politica industriale. Se utilizzata correttamente, permette di ridurre drasticamente il costo degli investimenti e di accelerare la crescita delle imprese presenti nell’isola.

Una pianificazione accurata, una documentazione solida e una gestione integrata con gli altri incentivi disponibili sono gli elementi che fanno la differenza tra un beneficio marginale e un vantaggio competitivo significativo.

 

Author: Antonello

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