Studi di settore 2017: arrivano i nuovi modelli dell’Agenzia delle Entrate e, a quanto pare, la tanto annunciata semplificazione questa volta c’è: meno dati da inserire nella compilazione degli studi e i nuovi 193 modelli pubblicati online sul sito dell’Agenzia delle Entrate mostrano un effettivo cambio di rotta; obiettivo è la semplificazione. 

Tra le novità contenute nei nuovi studi di settore 2017 c’è la richiesta di minori informazioni: sarà necessario inserire esclusivamente i dati necessari all’applicazione degli studi e quelle utili all’elaborazione degli indici di affidabilità; a livello numerico, la semplificazione annunciata dall’Agenzia delle Entrate porta alla cancellazione di ben 5.300 righe nei nuovi modelli e quindi, in buona sostanza, meno dati e informazioni da inserire.

I 193 modelli di studi di settore 2017 riguardano le attività economiche delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali e grazie alla semplificazione circa 1/4 delle informazioni precedentemente richieste vengono cancellate.

Vediamo nel dettaglio quali sono le novità dei nuovi studi di settore 2017, approvati dall’Agenzia delle Entrate e da utilizzare in relazione al periodo d’imposta 2016.

Studi di settore 2017: approvati i nuovi modelli, semplificazione al via. Ecco cosa cambia

Studi di settore 2017 più leggeri, nell’ottica della semplificazione fiscale di cui avevamo già parlato tempo fa. Nei nuovi studi di settore viene cancellato 1/4 delle informazioni necessarie relativamente al settore manifatture, servizi, commercio e attività professionali.

I modelli approvati sono in tutto 193 e, nello specifico, sono così suddivisi:

  • 50 studi per il settore delle manifatture,
  • 53 studi per il settore dei servizi,
  • 24 studi per i professionisti;
  • 66 studi per il settore commercio.

I nuovi modelli di studi di settore 2017 sono visionabili e scaricabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ovvero al percorso seguendo il percorso: Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore.

Ecco tutte le novità e cosa cambia nei nuovi studi di settore 2017.

Studi di settore 2017: al via la semplificazione. Ecco cosa cambia

La novità che maggiormente farà felici i contribuenti è che diminuiscono le informazioni richieste nei nuovi modelli di studi di settore 2017 e di conseguenza meno adempimenti.

L’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente dato avvio alla semplificazione già annunciata per quanto riguarda gli studi di settore e i nuovi modelli, che dovranno essere presentati dai contribuenti che nel periodo d’imposta 2016 hanno effettuato in via prevalente una delle attività economiche relative.

Cosa cambia? Gli studi di settore 2017 vengono aggiornati con le nuove informazioni relative ai correttivi crisi e cambia la struttura dei moduli relativamente al quadro A: restano soltanto due strutture, una relativa alle attività esercitate in forma di impresa e l’altra per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo.

In più, negli studi di settore 2017 viene inserita la possibilità di ricomprendere, tra le cause di esclusione relative al “periodo di non normale svolgimento dell’attività” gli eventi sismici. Le cause d’esclusione contenute nella circolare 30/E del 19 settembre 2013 per le quali è possibile sospendere l’applicazione degli studi di settore si estendono quindi anche al recente terremoto.

Ricordiamo che i modelli di studi di settore 2017 approvati ieri sono gli ultimi modelli «standard» perché, come previsto dal Dl 193/2016 a partire dal prossimo anno al loro posto ci saranno i nuovi indicatori di compliance.