Rateizzazione debiti INPS

La nuova disciplina della rateizzazione dei debiti contributivi, illustrata dall’INPS con la circolare n. 106 del 3 agosto 2010, incide sull’obbligo di denuncia all’Autorità giudiziaria, da parte dell’Istituto, del reato di omesso versamento di ritenute previdenziali, nonché sull’attività istruttoria richiesta ai fini del rilascio del DURC. Da qui i nuovi chiarimenti forniti dall’INPS con la circolare n. 148 di ieri, 24 novembre 2010. In via preliminare, l’Istituto ribadisce che il nuovo procedimento di concessione del pagamento dilazionato dei debiti contributivi si applica esclusivamente alle domande presentate dal 3 agosto 2010.

Ciò posto, passando alla prima delle questioni sopra evidenziate, si ricorda che, con la citata circolare n. 106 – al fine di rendere più facile l’accesso alla rateazione, anche in considerazione della situazione di crisi economica che ha coinvolto la realtà imprenditoriale del nostro Paese – è stato previsto che l’accoglimento della domanda di dilazione non sia più subordinato al preventivo versamento, al momento della richiesta, delle quote di contributi a carico dei lavoratori. È stata, quindi, data al contribuente-datore di lavoro la possibilità di inserire, nell’importo del debito oggetto di rateazione, anche il valore delle ritenute previdenziali operate sulla retribuzione dei dipendenti.

Nella medesima circolare è stato, tuttavia, altresì precisato che tale possibilità non comporta il venire meno dell’obbligo, in capo all’Istituto, di inoltrare la denuncia di reato all’Autorità giudiziaria, ove sussistano gli estremi della fattispecie criminosa di cui all’art. 2 del DL 463/1983 (convertito nella L. 638/1983). Quest’ultima norma punisce con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a 1.032 euro il datore di lavoro che non abbia provveduto a versare i contributi posti a carico dei lavoratori entro il termine di 3 mesi dall’avvenuto accertamento della violazione, prevedendo, inoltre, l’obbligo, in capo all’organo accertatore, di trasmettere la notizia di reato all’Autorità giudiziaria, senza ritardo, dopo il versamento delle ritenute ovvero dopo l’inutile decorso del suddetto termine di 3 mesi.
Considerato che, per la verifica dell’avvenuto versamento delle quote a carico dei lavoratori, concorrono anche le rate versate nel corso della rateazione, l’INPS, al fine di coordinare tale disposizione con quanto previsto nella circolare n. 106, con la nuova circolare n. 148 chiarisce che, qualora, nel termine (di 3 mesi) assegnato dal DL 463/1983, non sia stato ancora versato un importo pari alle contribuzioni a carico dei lavoratori, il datore di lavoro potrà, da un lato, regolarizzare la propria posizione corrispondendo anticipatamente un certo numero di rate del piano di ammortamento sottoscritto, fino a raggiungere l’importo necessario per coprire l’intero ammontare delle quote a carico dovute; dall’altro, previa autorizzazione delle Sedi competenti, potrà sospendere il pagamento delle rate in scadenza dopo il versamento anticipato della “rata multipla”, fino alla data di scadenza dell’ultima rata inclusa nel predetto pagamento anticipato.

Quanto poi alle questioni attinenti al rilascio del DURC – il documento unico di regolarità contributiva, richiesto, tra l’altro, ai fini dell’assegnazione di appalti pubblici, dell’esecuzione di lavoro privati in edilizia e della fruizione di benefici contributivi – la circolare n. 148 si sofferma sull’ipotesi in cui, in presenza di crediti iscritti a ruolo, la domanda di dilazione sia stata presentata all’Agente della Riscossione. La circolare n. 106 ha, infatti, attribuito ad Equitalia la competenza esclusiva a decidere sull’accoglimento, o meno, delle domande aventi ad oggetto i suddetti crediti, escludendo al contempo la competenza dell’INPS.
In base all’art. 5, comma 2, lett. a) del DM 24 ottobre 2007, la regolarità contributiva deve essere attestata, con conseguente diritto dell’interessato all’emissione di un DURC “regolare”, anche in caso di “richiesta di rateizzazione per la quale l’Istituto competente abbia emesso parere favorevole”: nel caso in esame, dunque, è richiesto il parere favorevole dell’Agente della Riscossione competente a ricevere e ad istruire la domanda di dilazione.

In considerazione di tutto ciò, in presenza di domande di rateazione che possano risultare correlate al rilascio del DURC, il contribuente dovrà fornire all’Agente competente copia del “certificato di attribuzione del codice identificativo della pratica (C.I.P.)”, assegnato in seguito all’inoltro della richiesta di DURC, in modo che l’Agente possa conoscerne la data di presentazione. Intervenuto l’accoglimento della rateazione da parte dell’Agente, il contribuente dovrà produrre alla sede INPS, per la successiva conclusione dell’attività istruttoria sul DURC, copia del provvedimento di accoglimento, corredato del piano di ammortamento. L’acquisizione di tale documento, recante l’elenco delle cartelle di pagamento oggetto dell’istanza nonché l’importo della rata mensile da pagare, in assenza di ulteriori cause ostative al rilascio del DURC, consentirà l’emissione dell’attestazione di regolarità.

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