Quali sono i rischi per il committente in caso di irregolarità sul bonus 110%

L’Agenzia delle Entrate, si prepara a gestire le eventuali irregolarità relative a ecobonus 110 per Cento. Il Fisco effettuerà verifiche controlli specifici sulle cartelle dei contribuenti, con una durata che arriva fino a 8 anni. Di seguito vedremo come dovrebbero funzionare i controlli su Ecobonus 110%, e quali sono i rischi per il committente.

L’Agenzia delle Entrate analizzerà le opzioni per la cessione e lo sconto in fattura. In caso di irregolarità, il fornitore che ha applicato lo sconto, o i cessionari che acquistano il credito d’imposta, potrebbero incorrere in provvedimenti e sanzioni.

Nel mirino dell’Agenzia ci sono eventuali irregolarità su cessione e sconto in fattura. Se durante i controlli dovesse presentarsi un concorso nella violazione il fornitore o il cessionario parteciperanno in modo solidale. Questo è il panorama in sintesi:

  • i controlli Ecobonus 110 saranno effettuati entro 8 anni;
  • le sanzioni sono molto importanti, si parla di misure dal 100% al 200% dei crediti inesistenti utilizzati;
  • nel caso del super bonus, le indagini non saranno semplici verifiche fiscali, ma si avvarranno anche della collaborazione del Tribunale;
  • chi dovesse sfruttare in modo illegittimo gli incentivi dovrà pagare la somma in detrazione, maggiorata di interessi e sanzioni;
  • se il fatto dovesse costituire reato, si passerà alle sanzioni penali.

Che il Superbonus sia una opportunità per riqualificare il nostro patrimonio immobiliare da un punto di vista energetico e di adeguamento alle più recenti norme antisismiche, è innegabile.

Ma è altrettanto vero che, complice qualche lacuna normativa, che speriamo sia colmata con i prossimi provvedimenti prassi, occorre prestare molta attenzione nello svolgimento degli adempimenti, poiché da eventuali errori e/o omissioni anche di natura “formale” può derivare non solo la perdita del beneficio fiscale ma possono scaturire anche profili di responsabilità nei confronti dell’amministratore di condominio.

La giurisprudenza pronunciatasi negli anni sul punto, ha, in più occasioni, confermato la responsabilità dell’amministratore di condominio nelle ipotesi di omessa fruizione del beneficio fiscale da parte dei condomini nei casi di colpevole o mala gestio imputabile all’amministratore stesso.

Al fine di evitare eventuali contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate o azioni legali promosse da condomini, l’amministratore dovrà seguire l’intero iter, avendo piena cognizione delle varie fasi di realizzazione degli interventi e delle procedure ex lege previste.

L’amministratore dovrà, dunque, in primis rispettare il (poco chiaro e frammentario) dettato normativo ma  dovrà anche “andare oltre”!

Dovrà a esempio porre in essere anche attività che, se pur a oggi non espressamente previste, ritiene siano necessarie o quantomeno utili sulla base della sua esperienza, al fine di evitare di trovarsi nella situazione di “rispondere” del proprio operato.

Pacifica giurisprudenza, ha ormai confermato la responsabilità dell’amministratore, nei casi in cui la perdita del beneficio fiscale da parte del condomino sia a esso imputabile  (in tale senso, Cass., 26 settembre 2017, n. 22343; Cass., 14 maggio 2013, n. 11548).

Oltre al “compito” di convocare l’assemblea  straordinaria per la nomina di un tecnico che si occupi dello studio di fattibilità e di intrattenere i rapporti con le imprese incaricate, all’amministratore competono una serie di adempimenti di natura fiscale.

Come per tutte le spese sostenute dal condominio per l’esecuzione di lavori sulle parti comuni condominiali, l’amministratore è, in primis, tenuto a inviare annualmente la comunicazione all’Amministrazione finanziaria entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono sostenute le spese.

Si tratta di un lavoro tutt’altro che agevole, poiché la comunicazione deve contenere precisi dati che dovranno essere indicati con doverosa specificità, come a esempio, la descrizione degli interventi eseguiti e l’analitica suddivisione dei relativi costi sulla base del piano di riparto millesimale.

Ulteriore adempimento che compete all’amministratore di condominio, di carattere altrettanto operativo, riguarda la comunicazione all’Agenzia delle Entrate della scelta del singolo condomino di ricorrere, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione fiscale, alle c.d. modalità alternative di fruizione del beneficio fiscale, quali lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Anche con riferimento a tale comunicazione, come chiarito dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia 8 agosto 2020, n. 283847, è l’amministratore di condominio che, per i lavori ammessi al beneficio fiscale del 110%  eseguiti su parti comuni dell’edificio condominiale, dovrà provvedere a tale adempimento, nel rispetto termini (16 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese) nonché delle precise formalità anche tecniche previste dal gestionale messo a disposizione dell’Amministrazione.

2 thoughts on “Quali sono i rischi per il committente in caso di irregolarità sul bonus 110%

  1. Buongiorno,
    nell’articolo ho capito che verranno fatti controlli (speriamo) e gli amministratori non hanno una chiara procedura.
    Quello che non ho ben capito è:
    io proprietario che delego (ed in effetti è così) tutto, dalle carte ai lavori a professionisti del settore, nel caso di sconto in fattura sono responsabile di eventuali errori o irregolarità altrui? Potrei incorrere in provvedimenti e sanzioni e obbligato a partecipere in modo solidale?
    E nel caso di cessione del credito? In passato la mia banca scaricava ogni responsabiltà sul cliente anche nel caso di errori/inadempienze dei propri tecnici che hanno il compito di predisporre le carte iniziali e finali di asseverazione.

    1. Purtroppo mi rendo conto che la maggior parte degli amministratori di condominio non legge la normativa.
      A loro si applica solo la colpa in vigilando per quegli aspetti che possono essere a loro attribuiti, oltre alla colpa per eventuali inadempimenti fiscali a loro demandati. A questa colpa rispondono con risarcimento del danno.
      Per false o non veritiere attestazioni e/o asseverazioni necessarie al fine dell’ottenimento delle detrazioni si applica la sanzione specifica come indicata nell’articolo.
      Il danno per il proprietario o il condominio è importante perchè la conseguenza di mancanza dei requisiti fa decadere il beneficio alla detrazione, che viene richiesta indietro, qualsiasi percorso abbia seguito.

      Ovviamente resta perseguibile una azione di risarcimento del danno nei confronti di amministratore, attestatore e asseveratore, ognuno per le specifiche competenze, con escussione sulle relative polizze assicurative.

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