Quali sono gli obblighi antiriciclaggio

Sono tenuti a porre in essere alcuni adempimenti in materia di antiriciclaggio i professionisti (quali dottori commercialisti, avvocati, notai) e alcune attività di servizi (consulenti, intermediari e promotori finanziari, istituti di credito, money transfer, compro oro). Gli obblighi antiriciclaggio consistono, sostanzialmente, nell’attività di adeguata verifica della clientela e contestuale tenuta e compilazione del registro antiriciclaggio.

Obblighi antiriciclaggio per i professionisti

A carico di avvocati, dottori commercialisti ed esperti contabili, revisori contabili, notai, consulenti del lavoro e periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale, anche nei confronti dei propri associati o iscritti, attività in materia di contabilità e tributi, ivi compresi associazioni di categoria di imprenditori e commercianti, CAF e patronati sono previsti specifici obblighi ai fini antiriciclaggio che consistono essenzialmente in:
– identificazione e conservazione delle informazioni;
– segnalazione delle operazioni sospette.

I professionisti sono soggetti alla normativa antiriciclaggio se ricorrono alcune condizioni. In particolare, l’obbligo scatta se, in nome o per conto dei propri clienti, il professionista compie qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare o quando li assiste nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni riguardanti:
– trasferimento di diritti reali su beni immobili o attività economiche;
– gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni;
– apertura o gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli;
– costituzione, gestione o amministrazione di società, enti e trust.

Gli adempimenti antiriciclaggio impongono di svolgere sempre una preliminareadeguata verifica della clientela prima di accettare un incarico professionale. Se non è possibile rispettare gli adempimenti previsti dalla disciplina antiriciclaggio, i professionisti devono astenersi dallo svolgere la prestazione professionale.

Una volta accettato l’incarico, i professionisti devono creare un fascicolo antiriciclaggio per ogni cliente e devono procedere alla registrazione nell’archivio unico informatico o nel registro antiriciclaggio delle informazioni raccolte.

E’ obbligatorio effettuare subito una segnalazione antiriciclaggio all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) nel caso in cui il professionista si accorga di operazioni sospette ai fini antiriciclaggio o violazioni del limite di utilizzo del contante.

Adeguata verifica della clientela

Ai fini antiriciclaggio uno dei principali obblighi a carico dei professionisti consiste nell’adeguata verifica della clientela, nello svolgimento della propria attività professionale in forma individuale, associata o societaria. I professionisti devono osservare tale obbligo:
a) quando la prestazione professionale ha ad oggetto mezzi di pagamento, beni od utilità di valore pari o superiore a 15.000 euro;
b) quando eseguono prestazioni professionali occasionali che comportino la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con un’operazione unica o con più operazioni che appaiono tra di loro collegate per realizzare un’operazione frazionata;
c) con riferimento ai prestatori di servizi di gioco, in occasione del compimento di operazioni di gioco.

I soggetti obbligati sono tenuti, in ogni caso, all’adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo:
a) quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile;
b) quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell’identificazione.

Non è previsto l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette per le informazioni che i professionisti ricevono da un loro cliente o ottengono riguardo allo stesso nel corso dell’esame della posizione giuridica o dell’espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza in un procedimento innanzi a un’autorità giudiziaria o in relazione a questo.

Inoltre, gli obblighi di adeguata verifica della clientela non si osservano in relazione allo svolgimento dell’attività di mera redazione e trasmissione ovvero di sola trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale.

Conservazione dei documenti e registro antiriciclaggio

I soggetti obbligati devono conservare i documenti, i dati e le informazioni utili a prevenire, individuare o accertare le attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e consentire le analisi delle autorità competenti in materia, quali le scritture inerenti le operazioni ed i documenti acquisiti nella verifica della clientela.

I soggetti obbligati:
– conservano copia dei documenti acquisiti in occasione dell’adeguata verifica della clientela e l’originale ovvero copia avente efficacia probatoria ai sensi della normativa vigente, delle scritture e registrazioni inerenti le operazioni;
– adottano sistemi di conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni idonei a garantire il rispetto delle norme dettate dal codice in materia di protezione dei dati personali nonché il trattamento dei medesimi esclusivamente per le finalità antiriciclaggio.

Ai fini del rispetto degli obblighi di registrazione, i professionisti devono tenere un archivio formato e gestito a mezzo di strumenti informatici nel quale registrare tempestivamente e comunque entro trenta giorni dall’accettazione dell’incarico professionale, dall’eventuale conoscenza successiva di ulteriori informazioni o dal termine della prestazione professionale, i dati sopra indicati, ferma l’ordinaria validità dei documenti d’identità.

In alternativa all’archivio, è possibile istituire il registro della clientela a fini antiriciclaggio nel quale conservano i dati identificativi del cliente. La documentazione, nonché gli ulteriori dati e informazioni sono conservati nel fascicolo relativo a ciascun cliente. Il registro della clientela è numerato progressivamente e siglato in ogni pagina a cura del soggetto obbligato o di un suo collaboratore delegato per iscritto, con l’indicazione alla fine dell’ultimo foglio del numero delle pagine di cui è composto il registro e l’apposizione della firma delle suddette persone. Il registro deve essere tenuto in maniera ordinata, senza spazi bianchi e abrasioni. I dati e le informazioni registrati con le modalità di cui sopra sono resi disponibili entro tre giorni dalla richiesta. Qualora i professionisti svolgano la propria attività in più sedi, possono istituire per ciascuna di esse un registro della clientela.

Esempio di compilazione del registro antiriciclaggio: generalmente, il registro è composto da varie colonne in cui indicare:
– la data di ciascuna operazione;
– i dati identificativi del cliente persona fisica, dei legali rappresentanti, dei procuratori, degli institori e dei titolari effettivi (se persona fisica: nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, codice fiscale, estremi del documento di identificazione);
– l’attività svolta dal cliente;
– l’oggetto dell’operazione;
– il valore dell’operazione e il mezzo di pagamento.

Obblighi antiriciclaggio per attività commerciali e servizi

Anche per alcune categorie di operatori non finanziari sono previsti specifici adempimenti per agevolare l’individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio.

Si tratta in particolare delle attività di:
a) recupero di crediti per conto terzi;
b) custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori a mezzo di guardie giurate;
c) trasporto di denaro contante, titoli o valori senza l’impiego di guardie particolari giurate, in presenza dell’iscrizione nell’albo delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi;
d) gestione di case da gioco, in presenza delle autorizzazioni concesse dalle leggi in vigore;
e) offerta, attraverso la rete internet e altre reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro;
f) agenzia di affari in mediazione immobiliare;
g) commercio di oro, comprese l’esportazione e l’importazione, per finalità industriali o di investimento;
h) fabbricazione, mediazione e commercio, comprese l’esportazione e l’importazione di oggetti preziosi;
i) fabbricazione di oggetti preziosi da parte di imprese artigiane;
j) commercio di cose antiche;
k) esercizio di case d’asta o galleria d’arte.

E’ proibito il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi di un valore pari o superiore a 3.000 euro e l’apertura in qualunque forma di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia.

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Author: Antonello

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