Novità dal decreto Rilancio in materia di corrispettivi elettronici

L’art. 140 del decreto-legge “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) dispone l’inapplicabilità fino al 1° gennaio 2021 delle sanzioni di cui all’art. 2, comma 6, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127, nei confronti degli operatori che non sono in grado di dotarsi entro il 1° luglio 2020 di un registratore telematico o di utilizzare l’apposita procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Tali soggetti restano comunque obbligati ad emettere scontrini o ricevute fiscali, registrare i corrispettivi ai sensi dell’art. 24 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 nonchè trasmettere telematicamente con cadenza mensile all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri ai sensi del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 4 luglio 2019, n. 236086 .

Per effetto dell’art. 141 del medesimo D.L. 34/2020, inoltre, slitta dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2021 l’avvio della lotteria dei corrispettivi (art. 1, comma 540, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 – legge di Stabilità 2017).

Ora, con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 30 giugno 2020, n. 248558/2020, emanato alla luce dei richiamati artt. 140 e 141 del decreto “Rilancio”:

  1. è stato adeguato il contenuto dei Provvedimenti direttoriali 28 ottobre 2016 e 31 ottobre 2019 ;
  2. è stato adeguato al 1° gennaio 2021 il termine di entrata in vigore dell’utilizzo esclusivo del nuovo tracciato telematico dei dati dei corrispettivi giornalieri e del conseguente adeguamento dei registratori telematici;
  3. è stato aggiornato l’allegato tecnico denominato “Allegato – Tipi di Dati per i Corrispettivi versione 7.0 – giugno 2020”;
  4. sono stati inoltre adeguati al 31 dicembre 2020 i termini entro i quali i produttori potranno dichiarare la conformità alle specifiche tecniche (allegate al provvedimento direttoriale in esame) di un modello già approvato dall’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda infine che il disegno di legge di conversione del citato D.L. 19 maggio 2020, n. 34 è tuttora all’esame del Parlamento.

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