Sei mesi in più per installare le termovalvole

E’ arrivata ieri, come previsto, la proroga al 30 giugno 2017 per l’installazione di contabilizzatori e termovalvole nei condomìni con riscaldamento centralizzato. Lo slittamento, reso necessario dal fatto che le ultime norme erano uscite a Ferragosto e i tempi si erano fatti impossibili anche per i condomìni più solleciti, è contenuto all’articolo 6, comma 10 del Dl “milleproroghe” approvato ieri dal Consiglio dei ministri. 

Il posticipo di sei mesi riguarda le lettere a) e b) del comma 5, articolo 9, del Dlgs 104/2014. Quindi comprende sia l’obbligo di installare un contatore di fornitura in corrispondenza dello scambiatore di calore di collegamento alla rete o del punto di fornitura dell’edificio o del condominio, sia l’installazione (a cura del proprietario), di sotto-contatori per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare.

Pochi giorni fa, Confedilizia – reiterando un’azione svolta nei confronti del precedente Governo – aveva scritto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio per segnalare le difficoltà di milioni di cittadini e il rischio dell’applicazione di forti sanzioni, da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare: «Diamo atto al Governo – ha dichiarato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa – di aver posto rimedio, pur con le difficoltà derivanti dai vincoli europei, a un problema che aveva creato forte allarme nelle famiglie. I sei mesi in più a disposizione potranno consentire, ai tanti proprietari e amministratori condominiali in difficoltà per colpe non a loro addebitabili, di attivarsi fin d’ora per svolgere il complesso iter necessario per l’applicazione della normativa».

Anche considerando che gli impianti di riscaldamento si chiuderanno, quanto meno al Centro-Nord, il 15 aprile 2017, restano due mesi e mezzo per eseguire i lavori. L’importante è che da subito i condomìni che non hanno ancora provveduto si mettano in moto per approvare le delibere (con relativa ripartizione delle spese) per individuare la tipologia di intervento e l’impresa cui affidarlo.

Aggiornamento

Il quesito che spesso ricorre nelle assemblee è se un condòmino possa non aderire a tale obbligo mediante il distacco dall’impianto termico comune, a prescindere dalle sanzioni amministrative previste in caso di mancata adozione di detti sistemi. In tale materia è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23756/2016, dove ha affermato che per costante sua giurisprudenza il condòmino è sempre obbligato a pagare le spese di conservazione dell’impianto di riscaldamento anche quando sia stato autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune.

Allo stesso modo il condòmino è tenuto a concorrere a detta spesa anche quando abbia offerto la prova che dal distacco non derivino né un aggravio di gestione o un suo squilibrio termico: in tali casi è esonerato soltanto dall’obbligo delle spese occorrenti per il suo uso , se il contrario non risulta dal regolamento condominiale.

È quindi lecita la delibera condominiale che ponga a carico anche dei condòmini che sia siano distaccati dall’impianto di riscaldamento le spese occorrenti per la sostituzione della caldaia in quanto «l’impianto centralizzato costituisce un accessorio di proprietà comune, al quale i predetti potranno comunque allacciare la propria unità immobiliare». La Corte afferma che al fine di consentire il predetto distacco «occorre verificare se , con gli stessi periodi di accensione tutti gli altri restanti appartamenti fruissero della stessa quantità di calore goduta prima del distacco , e dei medesimi tempi di erogazione del servizio di acqua calda». Quindi la Corte sostiene che il diritto all’esonero dalle spese di gestione per il condòmino che si è munito di impianto termico autonomo non può basarsi unicamente su un’attestazione rilasciata da un tecnico specializzato, priva di adeguata prova dell’inesistenza dello squilibrio termico con i restanti appartamenti .

Pertanto i condòmini “dissenzienti ed autonomi” devono provare l’assenza di squilibrio termico conseguente al distacco dei loro impianti, e comunque non sono esonerati dal concorso alle spese per consentire l’adeguamento dell’impianto centrale condominiale, entro il 30.6.2017, al sistema di contabilizzazione del calore secondo la direttiva 2012/27/Ue e norma tecnica Uni 10200.

Author: Antonello

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