Lockdown, si completa il quadro delle restrizioni in vigore dal 6 novembre

Con la pubblicazione sul sito della Presidenza del Consiglio prima, ed in Gazzetta Ufficiale n. 275, suppl. ord. n. 41 ieri, del D.P.C.M. 3 novembre 2020  – che sarebbe dovuto entrare in vigore il 5 novembre, poi rinviato al 6 novembre – viene definito il quadro delle restrizioni imposte ai fini del contenimento dell’epidemia Covid-19. Rispetto alle anticipazioni, le disposizioni annunciate vengono confermate mentre, con la pubblicazione degli allegati al decreto, sono finalmente state rese note le attività che, seppure ubicate in “zona rossa”, potranno comunque proseguire l’attività.

Il D.P.C.M. 3 novembre 2020 che impone ulteriori misure restrittive su tutto il territorio nazionale entrerà in vigore il 6 novembre 2020 – e non oggi, come inizialmente previsto – ed andrà a sostituire in toto le indicazioni del D.P.C.M. 24 ottobre 2020, con efficacia fino al 3 dicembre 2020.

Il testo definitivamente approvato conferma l’impianto di base, che prevede la suddivisione del territorio nazionale in tre aree, distinte a seconda della gravità della situazione epidemiologica. L’appartenenza di una Regione ad una piuttosto che all’altra area viene stabilita con ordinanza del Ministro della salute, sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici e tenuto conto di quanto stabilito nel documento di “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale”, condiviso dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome l’8 ottobre 2020, nonché sulla base dei dati elaborati dalla cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, sentito il Comitato tecnico scientifico sui dati monitorati.

Premesso che il quadro delineato nel precedente intervento è del tutto confermato, il quadro viene ora reso completo grazie all’elencazione delle attività che, quand’anche ubicate in “area rossa”, potranno proseguire nell’attività in quanto incluse negli allegati n. 23 e n. 24 al D.P.C.M.

L’impianto del D.P.C.M. 3 novembre 2020 ed i futuri sviluppi

È bene ricordare che il D.P.C.M. 3 novembre 2020 delinea tre tipologie di aree, distinte per grado di rischio:

  • Area gialla: le zone a minor rischio, che nel precedente intervento sono state colloquialmente indentificate come “area gialla”. Si tratta, sostanzialmente, dell’intero territorio nazionale, salvo maggiori restrizioni imposte nel caso in cui si ricada in “area arancione” o “area rossa”, e le cui disposizioni sono dettate dall’art. 1 del decreto presidenziale. Come detto in premessa, le indicazioni fornite nella giornata di ieri in merito all’area gialla sono confermate in toto;
  • Area arancione: le zone a rischio, che nel precedente intervento sono state colloquialmente identificate come “area arancione” (corrispondente allo “scenario di tipo 3”). Le disposizioni relative a tali aree sono contenute nell’art. 2 del decreto, e anch’esse sono totalmente confermate come da anticipazioni;
  • Area rossa: e zone ad alto rischio, o “area rossa”, normate dall’art. 3 del D.P.C.M. (“scenario di tipo 4”); anche per queste aree le disposizioni annunciate vengono confermate, ma si arricchiscono di ulteriori dettagli grazie alla diffusione degli allegati al decreto, nei quali vengono elencate puntualmente tutte le attività cui è consentita la prosecuzione.

Da segnalarsi, per completezza, è la precisazione comparsa nella versione definitiva del decreto in ordine alla durata di permanenza in una zona geografica, piuttosto che in un’altra area. Viene infatti confermato che la definizione delle aree è demandata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un’ordinanza del ministro della Salute; le specifiche direttive impartite per ciascuna area divengono operative dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle ordinanze e restano efficaci per un periodo minimo di 15 giorni.

Viene altresì meglio specificato il criterio di revisione dell’area di appartenenza di ciascuna Regione: il livello di rischio viene verificato con frequenza almeno settimanale, tuttavia, affinché una Regione possa essere classificata ad un livello di rischio inferiore è necessario che mantenga per almeno 14 giorni tali livelli di rischio inferiore.

Ne consegue che l’assegnazione ad un livello di rischio alto o molto alto permarrà per almeno 15 giorni, ma potrebbe essere ben più lungo, posto che occorre porsi in una fascia di rischio minore per ben 14 giorni consecutivi.

Altra precisazione viene fornita in merito alla mobilità sul territorio: è possibile transitare nelle zone “arancioni” e “rosse” se diretti verso zone nelle quali la mobilità non è soggetta a restrizioni, fatto salvo il coprifuoco imposto sull’intero territorio nazionale.

Attività consentite nell’area rossa

Le zone cui viene assegnato il massimo grado di allerta, ovvero le “zone rosse”, normate dall’art. 3 del decreto presidenziale, sono quelle che subiscono le maggiori restrizioni.

In esse, infatti, viene imposta la chiusura agli esercizi di ristorazione (permesse tuttavia le consegne a domicilio e l’asporto, come da maggiori dettagli già forniti in precedenza) e sono obbligati alla chiusura anche il commercio al dettaglio i servizi alla persona.

Nell’ambito del commercio al dettaglio e dei servizi alla persona, similarmente a quanto già accaduto in occasione del D.P.C.M. 11 marzo 2020, alcune attività possono comunque proseguire.

Tali attività sono riportate agli allegati n. 23 e n. 24 al D.P.C.M. e ricalcano in gran parte le eccezioni già previste in occasione del D.P.C.M. 11 marzo 2020, seppure con alcune novità.

A differenza di quanto accaduto in passato potranno proseguire l’attività barbieri e parrucchieri (ma, inspiegabilmente, non gli estetisti), mentre il commercio di fiori e piante, che tante discussioni aveva sollevato in precedenza, è da subito presente nell’elenco delle attività autorizzate.

Di seguito le attività che possono restare aperte, anche se ubicate nelle aree a maggior rischio.

Allegato 23  – Commercio al dettaglio

  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
  • Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di biancheria personale
  • Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati
  • Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
  • Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
  • Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
  • Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Allegato 24  – Servizi per la persona

    • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
    • Attività delle lavanderie industriali
    • Altre lavanderie, tintorie
    • Servizi di pompe funebri e attività connesse
    • Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere

La classificazione delle Regioni per area

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza del ministero della Sanità, firmata ieri dal Ministro Speranza, che sancisca quelle che sono le aree interessate dalle diverse misure, il premier Giuseppe Conte ha preannunciato in una conferenza stampa di ieri la prima suddivisione delle Regioni nelle diverse aree di criticità e le principali misure restrittive applicate, riassunte nelle tabelle che seguono.

 AREE DI CRITICITÀ  REGIONI
Area gialla Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia,
Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna,
Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione Puglia, Sicilia
Area rossa Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

 

Non resta ora che attendere le ulteriori misure di ristoro al vaglio del Governo, a favore dei soggetti danneggiati da questo ennesimo stop alle attività.

Riferimenti normativi:

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