La disciplina del lavoro occasionale accessorio dal 2020

Dal 24 giugno 2017 è entrata in vigore la nuova disciplina del Lavoro Occasionale Accessorio. Si tratta della disciplina che è andata a sostituire gli abrogati buoni-lavoro c.d. “Voucher Inps” e che come abbiamo visto riguarda le attività non abituali alle dipendenze di un committente.

Alle prestazioni legate al Lavoro Occasionale Accessorio possono fare ricorso:

  • Le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, attraverso il Libretto Famiglia;
  • Imprese, professionisti e PA per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale (PrestO’).

In particolare, il Legislatore ha introdotto il “libretto di famiglia” per le prestazioni occasionali rese ai privati e il “contratto di Prestazione Occasionale (PrestO)” per le imprese ed i professionisti.

Questo con il dichiarato intento di consentirne l’utilizzo per prestazioni occasionali o saltuarie e, nel contempo, garantire un minimo di tutele previdenziali, normative e assistenziali a favore dei prestatori.

Chi può utilizzare i voucher per il lavoro occasionale accessorio?

Privati e famiglie possono utilizzare il Lavoro Occasionale per svolgere:

  • Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare.

Imprese e professionisti possono sfruttare il Lavoro Occasionale per effettuare attività occasionali nella generalità dei settori produttivi.

Infine, gli enti della Pubblica Amministrazione possono utilizzare questo regime nell’ambito dell’attività istituzionale, solo ed esclusivamente per:

  • Progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • Lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Attività di solidarietà. In collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • Organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

I divieti di utilizzo dei voucher legati al lavoro occasionale accessorio

E’ fatto divieto di utilizzare la disciplina del Lavoro Occasionale Accessorio nelle seguenti fattispecie.

Per imprese e professionisti:

  • Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
  • Da parte degli utilizzatori che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
  • Imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per gli enti della Pubblica Amministrazione è fatto divieto di utilizzo di questa disciplina:

  • Oltre i vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale;
  • Oltre il limite di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.

I limiti economici da rispettare nel lavoro occasionale accessorio

Per tutte le categorie di utilizzatori valgono regole comuni.

La possibilità di attuare attività di Lavoro Occasionale Accessorio è ammessa per ciascun anno civile, entro il limite di:

€ 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori
€ 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori
Infine, € 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

Con riferimento alla soglia di utilizzo relativa alla totalità dei prestatori, sono conteggiati al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionale rese dai seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o d’invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero, a un ciclo di studi presso l’Università;
  • Disoccupati che abbiano reso la DID;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

In ogni caso non può essere superato il limite massimo di 280 ore lavorative nell’arco dell’anno.

Acquisto ed attivazione dei buoni (voucher) e tracciabilità della prestazione

L’acquisto dei buoni deve essere effettuato sulla piattaforma Inps dedicata, con pagamento anticipato.

Il link per accedere al servizio è il seguente:

Il valore dei buoni acquistabili è di €. 12,00 lorde a cui corrisponde un entrata netta per il lavoratore di €. 9,00.

Attivazione dei voucher sul lavoro occasionale accessorio

Il buono deve essere attivato almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa.

Per l’accesso alle prestazioni di cui al presente articolo, gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti. Questo anche tramite un intermediario autorizzato ad intrattenere i rapporti con l’Inps. Come ad esempio un consulente del lavoro.

La comunicazione avviene all’interno di un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’Inps, che effettua anche le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi.

Piattaforma che si occupa anche di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico.

I pagamenti possono essere effettuati anche utilizzando il modello di versamento F24.

Tuttavia, è esclusa la possibilità di compensazione con eventuali crediti. Le regole di registrazione sono diverse a seconda che si tratti di utilizzatore privato o professionale.

Le sanzioni legate al lavoro occasionale accessorio

Comune ad entrambe le tipologie, PrestO’ e Libretto Famiglia, è anche il regime sanzionatorio.

Rale regime prevede che, in caso di superamento, da parte di un utilizzatore diverso da una pubblica amministrazione, dei limiti di cui sopra, la trasformazione del rapporto da occasionale a rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione ,e quindi di attivazione del buono, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria.

Sanzione che prevede il pagamento di una somma da €. 500 a €. 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione. Senza possibilità di diffida ad adempiere.

Libretto famiglia per il lavoro occasionale accessorio

Le famiglie hanno a disposizione un libretto nominativo prepagato. Nello stesso sono titoli dal valore unitario di €. 10,00 da consegnare al prestatore d’opera per ogni ora di lavoro.

Il libretto nominativo, c.d. libretto Famiglia, è acquistabile presso la piattaforma telematica dell’Inps. Oppure presso gli uffici postali.

Il libretto famiglia è utilizzabile per il pagamento delle prestazioni occasionali.

Prestazioni che possono consistere in:

  • Piccoli lavori domestici. Inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare (ripetizioni private a studenti, ad esempio).

Come si è detto, il libretto Famiglia contiene titoli di pagamento dal valore nominale di €. 10,00. Ciascuno utilizzabile per compensare una prestazione di durata non superiore ad un’ora.

Per ogni titolo di pagamento sono a carico dell’utilizzatore gli oneri contributivi pari a:

  • €. 1,65 di contribuzione IVS, da versare alla Gestione Separata Inps;
  • €. 0,25 per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Adempimenti per la famiglia sull’attivazione dei voucher

L’utilizzo dei buoni famiglia prevede alcuni adempimenti a carico della famiglia committente.

Entro il terzo giorno del mese successivo alla prestazione, il committente è chiamato a comunicare alcuni dati all’Inps. Si tratta dei:

  • Dati identificativi del prestatore d’opera;
  • Il compenso pattuito;
  • Il luogo di svolgimento;
  • La durata della prestazione.

Nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di short message service (SMS) o di posta elettronica.

La comunicazione dei dati avviene attraverso la piattaforma informatica Inps ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’Inps.

Voucher presto’ per il lavoro occasionale accessorio per imprese e professionisti

Gli operatori professionali (imprese e professionisti) potranno retribuire prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di limitata entità utilizzando il contratto di prestazione occasionale “PrestO“.

Naturalmente osservando una serie di regole intese a garantire il monitoraggio del nuovo istituto dei buoni lavoro.

Sul punto ricordiamo che il ricorso al contratto occasionale tramite PrestO’ è vietato nei seguenti casi:

  • Soggetti che abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa col medesimo utilizzatore;
  • Utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Imprese del settore agricolo. Salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  • In edilizia e settori affini:
    • Imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo;
    • Imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
    • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Importo minimo della prestazione dei voucher presto’

Ogni ora di lavoro deve essere retribuita con un importo minimo di €. 9,00. A questo devono aggiungersi:

  • La contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso;
  • Il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Nella misura del 3,5% del compenso.
  • Infine, l’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono:

  • Esenti da imposizione fiscale;
  • Non incidono sul suo stato di disoccupato;
  • Sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Procedura di attivazione dei buoni lavoro presto’

L’utilizzatore del buono lavoro PrestO’ è tenuto a trasmettere, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, con le medesime modalità, una dichiarazione.

Dichiarazione che deve contenente:

  • I dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • Il luogo di svolgimento della prestazione;
  • L’oggetto della prestazione;
  • La data e l’ora di inizio ed il termine della prestazione. Ovvero, se imprenditore agricolo:
    • La durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni;
    • Il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a €. 36, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata.

Se la prestazione non è stata resa, è possibile trasmettere la comunicazione di revoca.

Comunicazione da trasmettere attraverso la piattaforma informatica Inps o avvalendosi dei servizi di contaci center messi a disposizione dall’Inps. Questo entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione.

Lavoro occasionale accessorio | presto’ | per imprese agricole

Come regola generale le imprese del settore agricolo non possono utilizzare il contratto di lavoro occasionale.

Salvo che per le attività lavorative rese dai seguenti soggetti purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Quindi si tratta dei seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  • Persone in stato di disoccupazione;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Il valore del compenso orario non è predeterminato. Bensì è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro.

Contratto che è stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Inoltre, nel settore agricolo il limite di durata non è fissato in 280 ore. Bensì è ricavabile dividendo l’importo massimo consentito con la retribuzione oraria come sopra individuata.

Lavoro occasionale accessorio | presto’ | per le amministrazioni pubbliche

Gli enti e le istituzioni pubbliche possono utilizzare le prestazioni di lavoro occasionale indipendentemente dal numero di dipendenti in forza.

Tuttavia sono previste occasioni specificatamente individuate per l’utilizzo dei buoni PresO’:

  • Nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di:
    • Povertà;
    • Disabilità;
    • Detenzione;
    • Tossicodipendenza;
    • Soggetti che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • Per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Nell’attività di solidarietà. In collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • Per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Fermo restando che è comunque richiesto il rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale. Il mancato rispetto dei vincoli economici non comporta la trasformazione del rapporto in contratto di lavoro subordinato.

Anche se non sarà esente da eventuali azioni di responsabilità.

Voucher per lavoro accessorio per gli steward da stadio

E’ disponibile sulla piattaforma informatica dell’INPS la procedura che consente alle società sportive di utilizzare i voucher per retribuire le prestazioni occasionali rese dagli steward sui campi da gioco.

In caso di scelta del lavoro occasionale, la disciplina applicabile è quella del Libretto di famiglia. A ciascun prestatore potranno essere erogati compensi fino a € 5.000 annui.

E’ in tal senso elevato da € 2.500 a € 5.000 il limite dei compensi che possono essere percepiti da ogni singolo prestatore di lavoro occasionale per prestazioni rese in favore del medesimo utilizzatore, quando la prestazione è svolta a favore delle società
sportive per l’attività degli steward negli stadi.

Questa possibilità si applica solo per le prestazioni degli steward e non di altre figure che potrebbero essere impiegate dalle società sportive.

Inoltre, qualora venga superato il limite economico o, comunque, il limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, la prestazione lavorativa si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato dal momento
del superamento di uno di detti limiti.

Anche il prestatore non può superare la soglia di € 5.000 ma con riferimento alla totalità degli utilizzatori.

Prestazioni occasionali degli assistenti di stadio

Possono utilizzare i buoni-lavoro le società che gestiscono complessi e impianti sportivi con capienza superiore a 7.500 posti nei quali si svolgono partite ufficiali delle squadre di calcio professionistiche (decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007).

A questi soggetti non si applica il limite occupazionale dei 5 dipendenti a tempo indeterminato.

La legge prevede che agli steward possa essere affidato il controllo dei titoli di accesso, l’instradamento degli spettatori, la verifica del rispetto del regolamento d’uso dell’impianto, sotto la direzione ed il controllo da parte del responsabile per la sicurezza dell’impianto.

Oltre che alle prestazioni di lavoro occasionale gli utilizzatori, così come le agenzie di somministrazione e gli istituti di sicurezza privati a cui la società potrebbe affidare il servizio, possono inquadrare gli assistenti di stadio (steward) con qualsivoglia contratto di lavoro subordinato.

Compreso il lavoro intermittente (legge n. 91/1981; decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007).

Lavoro accessorio nel settore del turismo

L’Inps con la Circolare 103 del 17 ottobre 2018 ha fornito chiarimento sull’applicabilità dei voucher al settore del turismo.

Le aziende interessate sono quelle che, complessivamente, non occupano più di otto dipendenti a tempo indeterminato e che operano nel settore del turismo secondo quanto risulta dal Registro imprese.

Si tratta delle attività principali o prevalenti classificate con i seguenti codici ATECO:

  • Alberghi (codice Ateco2007 55.10.00);
  • Villaggi turistici (55.20.10);
  • Ostelli della gioventù (55.20.20);
  • Rifugi di montagna (55.20.30);
  • Colonie marine e montane (55.20.40);
  • Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence (55.20.51);
  • Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte (55.30.00).

Le imprese prive di iscrizione al Registro dovranno dichiarare – all’interno della procedura informatica dedicata alla gestione delle prestazioni occasionali – di svolgere attività nel settore del turismo e fornire tutti gli elementi utili all’Istituto per verificarne la corretta classificazione.

Quanto ai parametri economici, ai fin i del superamento della soglia massima di € 5.000 annui da parte dell’utilizzatore, i compensi erogati ai prestatori di lavoro occasionale nel turismo sono computabili al 75% del loro importo.

In sostanza, per l’utilizzatore il tetto massimo annuo di compensi erogabili passa da€ 5.000 a € 6.666 netti.

Attivazione del voucher sul lavoro accessorio con modalità semplificata

Dal punto di vista amministrativo l’utilizzatore non è esonerato dall’obbligo di comunicazione preventiva. Questa però viene effettuata con modalità semplificata attraverso la piattaforma INPS o il contact centre.

Nella comunicazione, da trasmettere almeno un ora prima, l’utilizzatore deve indicare i dati identificativi del prestatore, il compenso, il luogo e l’oggetto della prestazione. Infine deve essere indicato anche il monte orario complessivo nell’arco temporale di 10 giorni.

Il pagamento dei compensi può avvenire tramite accredito su conto corrente o bonifico bancario. Rimangono a carico dell’utilizzatore i contributi previdenziali ed i costi di gestione.

Ad esempio, un piccolo alberto stipula un contratto di prestazione occasionale con un disoccupato per una prestazione resa in 3 giorni per 4 ore giornaliere. Il compenso netto è di € 12,00 l’ora. L’importo netto al prestatore per tre giorni sarà di € 144,00. Rimango a carico dell’utilizzatore: Il contributo IVS alla gestione separata (33%) € 47,52. Premio INAIL (3,5%) € 5,04. Costi di gestione (1%) € 1,44. Per l’azienda il totale da versare è di € 198,00.

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