Invalidità civile e agevolazioni connesse

Si considerano invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni fisica, psichica o sensoriale, che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo o, se minorenni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. Si considerano invalide anche le persone con più di sessantacinque anni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. Non rientrano tra gli invalidi civili:
– gli invalidi di guerra;
– gli invalidi del lavoro;
– gli invalidi per servizio;
– i ciechi e i sordomuti.
Per queste categorie si applicano leggi diverse.

Il grado minimo di riduzione permanente della capacità lavorativa, per la qualifica di invalido civile, è un terzo (33%) determinato in base alla tabella, approvata con decreto del Ministro della Salute del 5 febbraio 1992:

Percentuale di invalidità Benefici ottenibili
fino al 33% Nessun riconoscimento
dal 46% Iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’Impiego per l’assunzione agevolata
dal 33% al 73% Assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali
dal 66% Esenzione ticket sanitario
Dal 74% al 100% Prestazioni economiche

Il riconoscimento dell’invalidità civile prende avvio con l’inoltro all’INPS del certificato medico introduttivo da parte del medico di base. Successivamente il cittadino, utilizzando il codice del certificato medico, inoltra la domanda di accertamento sanitario all’Istituto, al fine di verificare, sulla base delle minorazioni di cui il richiedente è affetto, il grado di invalidità civile, la cecità civile, la sordità, la disabilità e l’handicap.

Successivamente, in caso di riconoscimento di un grado di invalidità compreso tra il 74% e il 100%, o della sordità o cecità, per ottenere le prestazioni economiche l’INPS procede alla verifica dei dati socio-economici e reddituali trasmessi telematicamente dal cittadino. Le prestazioni economiche riconosciute e pagate dall’INPS in presenza dei relativi requisiti sanitari e reddituali sono:

Per gli invalidi civili:

  • pensione di inabilità (invalidi totali);
  • indennità di frequenza (minori invalidi);
  • assegno mensile (invalidi parziali);
  • indennità di accompagnamento.

Indennità di accompagnamento per persone non deambulanti o con bisogno di assistenza continua (invalidi civili)

L’INPS riconosce un’indennità di accompagnamento ai soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

Una volta avvenuto l’accertamento dei requisiti sanitari e amministrativi previsti, il beneficio viene corrisposto per 12 mensilità a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Assegno mensile di assistenza per invalidi con ridotta capacità lavorativa in stato di bisogno economico

L’assegno mensile è una prestazione economica a carattere assistenziale concessa agli invalidi parziali di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi (tale termine è suscettibile di variazione in relazione alla revisione periodica, da parte del Governo, dell’età pensionabile in relazione alle aspettative di vita), con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%, che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Pensione di inabilità per invalidi civili

INPS riconosce la pensione di inabilità ai soggetti ai quali sia riconosciuta una inabilità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali), di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi (tale termine è suscettibile di variazione in relazione alla revisione periodica, da parte del Governo, dell’età pensionabile in relazione alle aspettative di vita) che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Indennità mensile di frequenza

Ai fini dell’inserimento scolastico e sociale, l’INPS riconosce un’indennità di frequenza, erogata a domanda, ai cittadini minori di 18 anni ipoacusici o con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Liquidazione agli eredi di ratei di invalidità civile maturati e non riscossi

Il rateo è la somma delle rate o quote di pensione non riscosse dal pensionato (tredicesima mensilità per le quote maturate o la quota parte dell’ultimo mese di pensione spettante) al momento della cessazione della pensione.

La cessazione avviene per morte del pensionato o decadenza del diritto.

La liquidazione del rateo per morte spetta ai superstiti del defunto.

Esenzione spese sanitarie

La legge prevede l’esenzione di partecipazione alle spese sanitarie per tutte le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per alcune categorie di invalidi.

Agevolazioni fiscali e contrassegno invalidi

I verbali rilasciati dalle commissioni mediche di invalidità civile, handicap, cecità, sordità, disabilità riportano anche l’esistenza dei requisiti sanitari necessari per la richiesta di rilascio del contrassegno invalidi e per le agevolazioni fiscali relative ai veicoli previsti per le persone con disabilità.

Invio delle dichiarazioni di responsabilità

Ogni anno l’INPS richiede ai titolari di prestazioni economiche d’invalidità civile l’attestazione della permanenza o meno dei requisiti amministrativi previsti dalla legge per il loro riconoscimento (articolo 1, legge 23 dicembre 1996, n. 662, e legge 24 dicembre 2007, n. 247).

Il termine per la presentazione di tale attestazione è di norma fissato al 31 marzo di ciascun anno. Devono presentare la dichiarazione di responsabilità i cittadini che percepiscono prestazioni legate all’invalidità civile e i titolari di assegno/pensione sociale, tramite il servizio online (disponibile anche per CAF e liberi professionisti).

Nuovi limiti di reddito e importi

I limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore degli invalidi civili totali (invalidi al 100%) sono aumentati dello 0,9%, pertanto sono di € 16.814,34. Mentre il limite di reddito per il diritto all’assegno mensile degli invalidi parziali e delle indennità di frequenza resta quello stabilito per la pensione sociale di € 4.906,72 (art. 12 della legge n. 412/1991). Questi limiti si applicano anche agli assegni sociali sostitutivi dell’invalidità civile.
Riguardo alle provvigioni c’è un aumento per le prestazioni assistenziali degli invalidi civili (assegno mensile e pensione di inabilità) che per ora è pari a € 285,66 mensili. Gli invalidi civili con diritto all’indennità di accompagnamento vedranno erogarsi € 517,84 al mese (nel 2018 erano € 516,35).

Trattamenti pensionistici e assistenziali per gli invalidi civili:

  •  Pensione invalidi al 100% | € 285,66 mensili con reddito inferiore a € 16.814,34
  •  Assegno invalidi civili dal 74% al 99% | € 285,66 mensili con reddito inferiore a € 4.906,72
  •  Accompagnamento invalidi civili 100% | € 517,84 nessun limite di reddito
  •  Indennità di frequenza minorenni | € 285,66 mensili con reddito inferiore a € 4.906,72

Aggiornamento de 22/12/2020

Con la circolare n. 148/2020 (link) l’INPS rende noti gli importi delle pensioni e delle prestazioni assistenziali per il 2021.
Il decreto interministeriale dello scorso 16 novembre ha stabilito in via definitiva l’aumento della perequazione automatica, attribuito in via provvisoria, per le pensioni del 2020, nella misura dello 0,5%. Si procederà, quindi, come si legge nella circolare INPS, al conguaglio da perequazione rispetto al valore dello 0,4% utilizzato in sede di rinnovo per l’anno 2020. L’art. 2 del citato decreto ha stabilito che la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è pari allo 0,0% dal 1° gennaio 2021. Pertanto, l’adeguamento dell’importo delle pensioni da mettere in pagamento per il prossimo anno è nullo.

I valori provvisori dei trattamenti pensionistici erogati dal 1° gennaio 2021 risultano essere:

  • trattamenti minimi delle pensioni lavoratori dipendenti e autonomi di euro 515,58 (annuo euro 6.702,54);
  • assegni vitalizi di euro 293,90 (annuo euro 3.820,70);
  • pensione sociale di euro 379,33 (annuo euro 4.931,29);
  • assegno sociale di euro 460,28 (annuo euro 5.983,64).

Le prestazioni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti sono fissate nel 2021 a 287,09 euro mensili. Mentre, dal 1° gennaio 2021, l’importo dell’indennità di accompagnamento, che ricordiamo essere indipendente dai redditi, passa da euro 520,29 a euro 522,10.

 

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