La Legge di Stabilità 2015 ha abrogato il regime dei minimi che oggi non può più essere scelto da chi intende aprire una nuova partita Iva, ma resta valido per vi aveva aderito fino al 31 dicembre 2015.

Oggi il regime forfettario per le partite Iva è l’unica forma di agevolazione in vigore e prevede, oltre ad una tassazione di vantaggio, importanti semplificazioni ai fini Iva e ai fini contabili e la riduzione dei contributi previdenziali.

Possono accedere al regime forfettario non soltanto i contribuenti che decido di avviare una nuova attività imprenditoriale, ma anche i soggetti già costituiti che rispettino i requisiti previsti per legge.

La tassazione di vantaggio per i contribuenti titolari di partita Iva in regime forfettario si calcola prendendo come riferimento l’attività esercitata e il coefficiente stabilito dalla normativa.

Al reddito forfettario determinato in base all’attività esercitata (individuata tramite specifico codice ATECO) si dovrà applicare l’aliquota del 15% ovvero del 5% per le start up.

Vediamo di seguito punto per punto come funziona il regime forfettario per le partite Iva 2018 e quali sono i requisiti per potervi accedere.

Regime forfettario: come funziona?

Il regime forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 è l’unico regime a tassazione agevolata applicabile oggi alle partite Iva, sia alle nuove attività (start up) che alle piccole partite Iva.

Il vantaggio maggiore per le partite Iva in regime forfettario consiste senza dubbio nella tassazione ad aliquota fissa, applicata nel rispetto di specifici requisiti.

Per chi apre una partita Iva in regime di vantaggio non vi è nessuna scadenza legata ad anni o al raggiungimento di una particolare età anagrafica ma si continuerà a permanere nel forfettario fino al superamento dei limiti previsti.

Per le partite Iva in regime forfettario la tassazione si calcola applicando l’imposta sostitutiva del 15% al prodotto tra fatturato e coefficiente di redditività stabilito in base all’attività esercitata.

Per le nuove attività imprenditoriali, inoltre, la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la riduzione ad 1/3 dell’imposta sostitutiva, prevedendo quindi una tassazione pari al 5% per i primi 5 anni di esercizio, trascorsi i quali si pagherà l’imposta sostitutiva ordinaria del 15%.

Cerchiamo di seguito di capire passo per passo come funziona il regime forfettario per le partite Iva e quali sono i requisiti da rispettare per poter beneficiare della tassazione agevolata e delle semplificazioni previste.

Partita Iva regime forfettario: requisiti

Per poter aderire al regime forfettario è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • limite di ricavi/compensi tra 25.000 euro e 50.000 euro in base all’attività svolta (codice ATECO);
  • spese per lavoro dipendente e assimilati non superiori a 5.000 euro lordi;
  • beni strumentali di costo non superiore a 20.000 euro. Nel calcolo di questo limite:
    • per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
    • per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale degli stessi;
    • i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%;
    • non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro;
    • non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;
  • i redditi da lavoro dipendente e assimilato non superano i 30.000,00 euro lordi l’anno (la verifica deve essere fatta con riferimento all’anno precedente).

Come abbiamo visto, i limiti di ricavi e compensi conseguiti sono differenziati sulla base del codice ATECO di riferimento, ovvero in base all’attività esercitata.

Regime forfettario: limite ricavi e fatturato e codice ATECO

Per poter aderire al regime forfettario per le partite Iva sarà necessario rispettare i requisiti precedentemente elencati.

In merito ai limiti di ricavi e fatturato previsti, partiamo riportando la tabella dei codici ATECO relativi alle diverse attività nella quale è contenuto anche il coefficiente di redditività necessario per il calcolo del reddito forfettario:

Settore economico radice codice ATECO Coefficiente redditività Limite ricavi\fatturato
Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) 40% 45.000 euro
Commercio all’ingrosso e al dettaglio [45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9] 40% 50.000 euro
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40% 40.000 euro
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.8 54% 30.000 euro
Costruzioni e attività immobiliari 41 – 42 – 43 – (68) 86% 25.000 euro
Intermediari del commercio 46.1 62% 25.000 euro
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione 55 – 56 40% 50.000 euro
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 -73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) 78% 30.000 euro
Altre attività economiche (da 01 a 03 a 05 a 09), (da 12 a 33, da 35 a 39), (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) -(84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) 67% 30.000 euro

Per i contribuenti che esercitano più attività si ricorda che ai fini del calcolo dei limiti per l’accesso o la permanenza nel regime forfettario bisognerà considerare il limite più alto tra quelli fissati per ciascuna attività.

Regime forfettario per le nuove partite Iva: tassazione al 5% per le start up

Per i soggetti che aprono una nuova attività la legge prevede la possibilità di beneficiare di una tassazione agevolata ancor più vantaggiosa.

Si tratta del cosiddetto regime forfettario per le start up che, nel rispetto dei requisiti sopra elencati, prevede che i redditi determinati secondo i requisiti sopra elencati siano assoggettati ad imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività.

Il regime forfettario al 5% si applica esclusivamente nel rispetto dei seguenti requisiti:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei 36 mesi precedenti l’attività, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio, non sia superiore ai limiti che, a seconda dell’attività, consentono l’accesso al regime.

Calcolo reddito imponibile e tassazione per le partite Iva in regime forfettario

La tabella relativa ai codici ATECO sopra riportata è importante non soltanto al fine di determinare i limiti di ricavo/fatturato annuo necessari per la permanenza o l’ingresso nel regime forfettario, ma anche ai fini del calcolo del reddito imponibile e di conseguenza della tassazione prevista.

Come abbiamo detto, infatti, per le partite Iva che rispettano i requisiti per l’accesso al regime di vantaggio, il reddito imponibile al quale applicare l’imposta sostitutiva si calcola in modalità forfettaria in base al coefficiente di redditività di ciascuna attività.

Il calcolo del reddito dovrà essere effettuato seguendo la seguente procedura:

Reddito fiscale= Fatturato*coefficiente di redditività

dove il coefficiente di redditività varia da contribuente a contribuente a seconda del tipo di attività svolta e del relativo codice ATECO.

Riportiamo di seguito un utile esempio numerico:

Si prenda come riferimento un lavoratore autonomo che inizia attività di consulenza in materia amministrativa con codice Ateco 69.20.13.
Quindi né iscrizione in Camera di Commercio, né iscrizione in gestione separata artigiani e commercianti, ma solo iscrizione alla gestione separata Inps professionisti senza cassa.

Il fatturato avrà un limite “alto”, che per il 2018 è pari ad euro 30.000; a questo fatturato occorrerà applicare il coefficiente di redditività del 78% per ottenere il reddito imponibile dal punto di vista fiscale.

Ora, immaginiamo che il contribuente del nostro esempio fatturi al primo anno di attività euro 10.000, egli dovrà calcolare l’imposta sostitutiva da pagare ed i contributi come segue:

10.000*78%= 7.800 euro > reddito forfettario
7.800*5%= 390,00 euro > imposta sostitutiva di Irpef, addizionali e Irap
7.800*25,72%= 2006,16 > saldo contributi Inps dovuti per il 2018

Regime forfettario: scadenza versamento acconto e saldo d’imposta

Il sistema fiscale italiano prevede che i titolari di partita Iva, anche se in regime forfettario, versino le imposte dovute secondo il sistema di saldi e acconti.

Di conseguenza, occorre considerare che alla prima scadenza dell’anno successivo (2019) il contribuente dovrà versare saldo e acconti per l’anno in corso entro il 30 giugno, rateizzabili fino a numero sei rate.

Nella fattispecie e riprendendo l’esempio sopra riportato:

  • primo acconto imposta sostitutiva pari ad euro 156,00 (40% del saldo);
  • primo acconto contributi Inps pari ad euro 802,40 (50% dell’80% del saldo)

    Il secondo acconto di imposta sostitutiva e contributi Inps andrà versato per la differenza entro il 30 novembre di ciascun anno e non potrà essere rateizzato.

Chi non può aderire al regime forfettario per le partite Iva?

Sono altresì previste delle esclusioni dall’accesso al regime forfetario con partita IVA agevolata nel 2018

È prevista, infatti, l’esclusione dall’accesso ai seguenti soggetti:

  • persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • non residenti, a eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • contribuenti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, o di mezzi di trasporto nuovi;
  • esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni a esse assimilate (articolo 5 del Tuir), ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti.

Partita IVA 2018 regime forfettario ex minimi: tutti i vantaggi

Quali sono i vantaggi per i contribuenti che decidono di aprire una partita IVA nel regime forfettario nel 2018?

Ecco un elenco dei principali vantaggi previsti:

  • esonero dalla tenuta delle scritture contabili, sia ai fini IVA che reddituali (l’unico obbligo rimane la numerazione e conservazione delle fatture attive e dei corrispettivi);
  • non assoggettamento ad IVA delle operazioni attive e indetraibilità dell’IVA sugli acquisti con conseguente esonero dalle liquidazioni/versamenti periodici IVA, dalla dichiarazione annuale e dagli altri adempimenti fiscali periodici (Intra e black list);
  • non assoggettamento a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto;
  • non assunzione della qualifica di sostituto d’imposta (il soggetto forfettario non opera ritenute alla fonte);
  • esclusione dall’IRAP e dagli studi di settore/parametri;
  • possibilità di sostenere spese per l’impiego di lavoratori non superiori a € 5.000 lordi annui;
  • introduzione, con esclusivo riferimento alle imprese, di un regime agevolato anche ai fini dei contributi INPS.