Decreto “Ristori”, il nuovo fondo perduto: a chi spetta, come calcolarlo

Con l’avvenuta pubblicazione in G.U. Serie Generale n. 269 del 28 ottobre 2020, il decreto “Ristori” – D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 – diviene pienamente operativo. Tra le misure più attese troviamo la riproposizione del contributo a fondo perduto, che vede ampliarsi la platea dei soggetti beneficiari, con l’inclusione dei contribuenti che hanno conseguito un volume di ricavi o compensi superiore a 5 milioni di euro nell’esercizio precedente. La misura, tuttavia, è rivolta esclusivamente a specifiche categorie economiche, identificate tramite il codice ATECO attribuito all’attività svolta in via principale, designate quali destinatarie del “ristoro” in quanto danneggiate, in misura più o meno consistente, dalle nuove misure restrittive imposte per contenere l’emergenza Covid-19 con il D.P.C.M. 24 ottobre 2020.

Il contributo a fondo perduto “prima edizione”, ex art. 25 D.L. n. 34/2020, torna a nuova vita, seppure con caratteristiche parzialmente diverse, nella riedizione della misura così come sancita dall’art. 1 del decreto “Ristori”, D.L. n. 137 del 28 ottobre 2020.

Con la finalità di procedere ad una rapida erogazione delle somme spettanti ai contribuenti beneficiari, l’Esecutivo ha inteso mantenere quale parametro di base, per il conteggio del sostegno, quanto già riconosciuto con il contributo a fondo perduto previsto dal precedente decreto “Rilancio”, riconoscendo la medesima somma o multipli della stessa, a seconda dell’attività esercitata.

L’adozione di questa metodologia consente tempi rapidi e la gran parte dei beneficiari dovrebbe vedersi accreditare la somma spettante direttamente in conto, senza necessità di presentare ulteriori istanze, e tutto ciò indicativamente a partire dall’11 novembre. I contribuenti che, invece, a suo tempo non hanno acceduto al contributo a fondo perduto ex D.L. n. 34/2020 , vuoi perché hanno inteso non presentare istanza, vuoi perché impossibilitati a farlo a causa del superamento della soglia di ricavi di 5 milioni di euro, dovranno seguire un iter diverso, e dai tempi presumibilmente più lunghi.

Andiamo nel seguito a riepilogare le caratteristiche di questo nuovo contributo a fondo perduto, i soggetti beneficiari e le modalità di accesso.

Beneficiari ed ammontare CFP decreto “Ristori”

Come si è detto in premessa, il decreto “Ristori” prevede il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei contribuenti esercenti le attività che sono state individuate come quelle danneggiate dalle misure del D.P.C.M. 24 ottobre 2020 (vedi la Circolare monografica, Nuovo Dpcm, nuove attività costrette alla chiusura e orari limitati per la ristorazione, di Sandra Penacini).

Oggetto del beneficio sono esclusivamente i soggetti cui sono state imposte la sospensione dell’attività o la riduzione dell’attività a seguito dell’ultimo D.P.C.M. emanato. L’elenco di tali attività è contenuto nell’Allegato 1  al D.L. n. 137/2020.

Affinché il contributo venga riconosciuto è necessario che il contribuente eserciti una delle attività elencate all’Allegato 1 del D.L. n. 137/2020 in via prevalente. L’esercizio di una delle attività ricomprese nell’Allegato 1 , ma in via non prevalente, non dà diritto al contributo.

Ulteriore requisito da rispettarsi è quello di essere soggetto con partita IVA attiva alla data del 25 ottobre 2020, e non attivata dopo tale data.

L’Allegato 1 al decreto “Ristori” altresì riporta un’ulteriore informazione essenziale ai fini della determinazione dell’ammontare del contributo a fondo perduto qui in esame.

Il contributo riconosciuto sarà pari a quello risultante dai conteggi effettuati con le modalità previste dall’art. 25 del D.L. n. 34/2020, moltiplicato per le percentuali stabilite dal D.L. n. 137/2020 .

Tali percentuali risultano differenziate a seconda dell’attività svolta, in ragione del presumibile maggiore o minore danno derivante dalle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione dell’epidemia “Covid-19” con il D.P.C.M. 24 ottobre 2020.

L’elencazione dell’Allegato 1 è tassativa, ma potrebbe variare in un successivo momento. Secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 2 , del D.L. 137/2020, nel limite di spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2020, in seguito – con uno o più decreti del MEF – potranno essere individuati ulteriori codici ATECO riferiti a settori economici aventi diritto al contributo, attualmente non indicati nell’Allegato 1 al decreto, “a condizione che tali settori siano stati direttamente pregiudicati dalle misure restrittive introdotte dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020”.

Di seguito le categorie economiche attualmente interessate dalla misura di sostegno, come risultante dall’Allegato 1 al D.L. n. 137/2020, e la relativa percentuale di attribuzione del contributo:

Decreto-Legge n. 137/2020 (decreto “Ristori”) – ALLEGATO 1

Codice ATECO Percentuale
493210 – Trasporto con taxi 100,00%
493220 – Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente 100,00%
493901 – Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano 200,00%
551000 – Alberghi 150,00%
552010 – Villaggi turistici 150,00%
552020 – Ostelli della gioventù 150,00%
552030 – Rifugi di montagna 150,00%
552040 – Colonie marine e montane 150,00%
552051 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence 150,00%
552052 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole 150,00%
553000 – Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 150,00%
559020 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero 150,00%
561011 – Ristorazione con somministrazione 200,00%
561012 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole 200,00%
561030 – Gelaterie e pasticcerie 150,00%
561041 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti 150,00%
561042 – Ristorazione ambulante 200,00%
561050 – Ristorazione su treni e navi 200,00%
562100 – Catering per eventi, banqueting 200,00%
563000 – Bar e altri esercizi simili senza cucina 150,00%
591300 – Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi 200,00%
591400 – Attività di proiezione cinematografica 200,00%
749094 – Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport 200,00%
773994 – Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi 200,00%
799011 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento 200,00%
799019 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca 200,00%
799020 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici 200,00%
823000 – Organizzazione di convegni e fiere 200,00%
855209 – Altra formazione culturale 200,00%
900101 – Attività nel campo della recitazione 200,00%
900109 – Altre rappresentazioni artistiche 200,00%
900201 – Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli 200,00%
900209 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche 200,00%
900309 – Altre creazioni artistiche e letterarie 200,00%
900400 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche 200,00%
920009 – Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo) 200,00%
931110 – Gestione di stadi 200,00%
931120 – Gestione di piscine 200,00%
931130 – Gestione di impianti sportivi polivalenti 200,00%
931190 – Gestione di altri impianti sportivi nca 200,00%
931200 – Attività di club sportivi 200,00%
931300 – Gestione di palestre 200,00%
931910 – Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi 200,00%
931999 – Altre attività sportive nca 200,00%
932100 – Parchi di divertimento e parchi tematici 200,00%
932910 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili 400,00%
932930 – Sale giochi e biliardi 200,00%
932990 – Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca 200,00%
949920 – Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby 200,00%
949990 – Attività di altre organizzazioni associative nca 200,00%
960410 – Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali) 200,00%
960420 – Stabilimenti termali 200,00%
960905 – Organizzazione di feste e cerimonie 200,00%

Esempio:

Una ditta individuale ha beneficiato del contributo a fondo perduto ex art. 25 del D.L. n. 34/2020, nella misura minima, pari a 1.000 euro.

Ipotizzando che tale ditta eserciti in via prevalente l’attività di gelateria / pasticceria, il contributo a fondo perduto D.L. “Ristori” sarà pari al 150% di tale somma, e quindi 1.500 euro.

Se, invece, si trattasse di un ristorante con somministrazione, il contributo a fondo perduto D.L. “Ristori” sarà pari al 200% della somma iniziale, e quindi pari a 2.000 euro.

Il contributo riconosciuto non potrà in alcun caso superare l’ammontare massimo di 150.000 euro.

Contrariamente a quanto previsto nelle bozze circolate prima dell’emanazione del Decreto, il tetto massimo di 150mila euro di contributo è l’unico massimale previsto dalla norma. La norma definitiva, infatti, non prevede l’annunciato tetto di 150mila euro per ciascuna unità produttiva a favore degli operatori con codice ATECO 55.

Soggetti che hanno già fruito del CFP decreto “Rilancio”

I soggetti che già sono risultati beneficiari del contributo a fondo perduto normato dal precedente decreto “Rilancio” non dovranno presentare alcuna ulteriore istanza.

Coloro che avessero originariamente presentato domanda, ma poi avessero rinunciato al contributo a fondo perduto ex D.L. n. 34/2020 , restituendolo, non saranno inclusi tra i beneficiari delle somme a fondo perduto previste dal decreto “Ristori” D.L. n. 137/2020 .

In caso di avvenuto riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto dal D.L. n. 34/2020 , di fatto tutti i dati per determinare l’ammontare del nuovo contributo spettante sono già a disposizione dell’amministrazione finanziaria, che selezionerà i beneficiari dal monte di istanze a suo tempo presentate in base al codice ATECO dell’attività esercitata in via prevalente dai contribuenti, determinando così, a partire dal contributo a fondo perduto originariamente spettante, il nuovo ammontare riconosciuto, applicando le percentuali riportate nella tabella sovra riportata.

I contribuenti rientranti in questa casistica, pertanto, non dovranno fare altro che attendere l’accredito della somma spettante sul conto corrente bancario o postale; ad essere utilizzato sarà l’IBAN indicato nella domanda di riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto D.L. “Rilancio”, ovvero quello riportato nell’istanza a suo tempo trasmessa.

Al momento non è noto come si potrà porre rimedio all’impossibilità di ricevere il bonifico nel caso in cui il conto originariamente indicato sia stato, nel frattempo, chiuso. Parimenti non è nota quale sarà la gestione prevista per i casi di istanze contributo a fondo perduto ex D.L. n. 34/2020 ancora in stato di “lavorazione” o per le quali è stata proposta istanza di revisione.

Soggetti che non hanno richiesto il CFP decreto “Rilancio”

Molto diversa è la procedura prevista per i soggetti che non hanno presentato istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto dal decreto “Rilancio”. Potrebbe trattarsi di contribuenti aventi diritto, ma che a suo tempo hanno volontariamente deciso di non richiedere il sostegno, così come dei contribuenti che non hanno avuto accesso alla prima misura, a seguito del superamento della soglia di ricavi di 5 milioni di euro.

In entrambi i casi, per poter accedere al nuovo contributo a fondo perduto, i contribuenti interessati dovranno innanzi tutto verificare di essere in possesso dei requisiti di base, ovvero, come previsto dall’art. 1 del D.L. 137/2020:

  • Esercizio di attività prevalente rientrante nei codici ATECO sovra riportati;
  • Partita IVA attiva alla data del 25 ottobre 2020 (e non aperta dopo tale data);
  • Ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 oppure apertura della partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.

Se tutti questi requisiti sono rispettati, i contribuenti interessati dovranno presentare un’apposita istanza, da formularsi con la medesima modulistica già utilizzata per il contributo a fondo perduto del decreto “Rilancio” (Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 230439 del 10 giugno 2020 ).

La presentazione dell’istanza potrà avvenire dopo l’apertura del canale telematico. Tale adempimento assolverà la funzione di comunicazione all’amministrazione finanziaria dei dati necessari al computo del contributo virtualmente spettante secondo le regole già stabilite in precedenza, con il decreto “Rilancio”. Tale importo “virtuale” costituirà la base di calcolo per il riconoscimento del ristoro effettivo previsto dal D.L. n. 137/2020 .

Ai fini della determinazione del contributo “virtuale”, che costituisce la base di calcolo del contributo a fondo perduto qui in esame, si rendono applicabili le medesime regole di conteggio previste dall’art. 25 del D.L. n. 34/2020.

Laddove i ricavi dell’esercizio precedente superino soglia 5 milioni di euro (ipotesi non contemplata dal decreto “Rilancio”), la percentuale da applicare è quella di cui al comma 5 , lettera c), dell’art. 25 del D.L. n. 34 del 2020, ovvero il 10%.

Un albergo ha conseguito ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a) e b) del Tuir superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto “Rilancio”, e di conseguenza non ha presentato istanza ex art. 25 D.L. n. 34/2020.

Si ipotizzano i seguenti dati:
– Il fatturato / corrispettivi di aprile 2019 è pari a 540.000 euro;
– Il fatturato / corrispettivi di aprile 2020 è pari a 200.000 euro.

Il contribuente, che si assume come in stato di attività alla data del 25 ottobre 2020, ha rispettato lo scostamento di fatturato nella misura richiesta ai fini del riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto dal D.L. n. 137/2020 .

Dovrà presentare istanza telematica al fine della valorizzazione del contributo a fondo perduto “virtuale”, che è pari ad euro (540.000-200.000) x 10%, ovvero euro 34.000.

Per calcolare l’ammontare effettivamente spettante, a tale contributo “virtuale” occorre poi applicare la percentuale riconosciuta, ai sensi dell’Allegato 1 al decreto “Ristori”, che per gli alberghi è pari al 150%.

Di conseguenza, il contribuente riceverà a titolo di contributo a fondo perduto la somma di euro 51.000 (34.000 x 150%), con accredito sul conto corrente indicato in sede di presentazione dell’istanza.

Ai soggetti rientranti nell’elencazione di codici ATECO dettata dal decreto “Ristori”, che presentino istanza segnalando la circostanza di avvenuta partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo a fondo perduto viene riconosciuto anche nel caso di mancato calo del fatturato nella misura richiesta. In questo caso il contributo “virtuale” cui applicare le maggiorazioni, a seconda dell’attività svolta, è pari (così come già previsto nel decreto “Rilancio”) a 1.000 euro per le ditte individuali e 2.000 euro per le società.

L’art. 1 del D.L. n. 137/2020 non fa cenno, contrariamente a quanto previsto nel decreto “Rilancio”, ai soggetti che “a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19soggetti ammessi al contributo a fondo perduto ex art. 25 D.L. 34/2020 anche in assenza di calo di fatturato nella misura richiesta.

Tuttavia, il comma 7 dell’art. 1 D.L. n. 137/2020 richiama tra i criteri di determinazione i commi 4, 5 e 6 dell’art. 25 del D.L. n. 34/2020, ed è proprio il comma 4 dell’art. 25 D.L. n. 34/2020 a prevedere la fattispecie dei contribuenti domiciliati o residenti in Comuni calamitati. Ne consegue una evidente mancanza di coordinamento tra le norme, che renda incerta la posizione dei contribuenti rientranti nella casistica di Comune calamitato e che non sono incorsi nel calo del fatturato nella misura richiesta dalla norma.

Ulteriori condizioni e sanzioni

Analogamente a quanto già previsto per il contributo a fondo perduto normato dal decreto “Rilancio”, il contributo a fondo perduto viene riconosciuto nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.

Tornano dunque pienamente applicabili, anche in questo caso, il diversi paletti già approfonditi in precedenza, tra i quali si ricorda il divieto di percepire aiuti Covid per un ammontare superiore a 800.000 euro (soglia da verificare con riferimento alla sommatoria di tutti gli aiuti percepiti, ivi incluso, ad esempio il credito imposta affitti), nonché il divieto di accedere a tali aiuti se l’azienda risulta essere già in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019, come meglio specificato all’art. 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, fatte salve le misure di maggior favore stabilite a favore delle micro e piccole imprese, come meglio specificato nella comunicazione della commissione UE, “Terza modifica del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza della Covid-19”, (2020/C 218/03), pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea in data 2 luglio 2020.

Per quanto riguarda il regime sanzionatorio, si rendono interamente applicabili le disposizioni già in vigore, riferibili al contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del D.L. n. 34/2020.

Riferimenti normativi:

  • D.L. 19 maggio 2020, n. 34, art. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77
  • Agenzia delle Entrate, Provvedimento 10 giugno 2020, n. 230439
  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 1Allegato 1.

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