Comunicazione Iva trimestrale: quali sono le scadenze e quali le sanzioni? L’ultima novità è il taglio drastico delle sanzioni previste dal testo originale del decreto fiscale 193/2016 per la nuova comunicazione Iva trimestrale. Con un emendamento a firma di Paolo Petrini (Pd) al decreto presentato in Commissione alla Camera le sanzioni per omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati Iva trimestrali si riducono notevolmente: 2 euro per ciascuna fattura con un massimo di 1.000 euro a trimestre. Un netto taglio e ammorbidimento: nel testo originale il valore minimo della sanzione ammontava a 5.000 euro e il massimo a 25.000 euro. 

Inoltre per il primo anno la comunicazione Iva sarà semestrale (anche se già molti addetti ai lavori parlano di proroga inevitabile) ma a partire dal 2018 diventerà ufficiale la comunicazione dei dati relativi a fatture emesse o ricevute a cadenza trimestrale.

La novità fiscale introdotta con la Legge di Bilancio 2017 inizia a prendere forma e, a partire dal 1° gennaio 2017, entrerà ufficialmente in vigore la nuova comunicazione Iva semestrale e, dal 2018, trimestrale.

In base all’articolo 4 del decreto legge 193/2016 il nuovo adempimento riguarda sia le fatture emesse che quelle di acquisto.

L’annunciata novità, che inizialmente sembrava dover diminuire gli adempimenti fiscali a carico di aziende e professionisti, come formulata ad oggi sembra non rispondere all’obiettivo principale della semplificazione perché nonostante l’alleggerimento per il primo anno, a partire dal 2018 quadruplicherà gli adempimenti fiscali di imprese, professionisti e commercialisti. Anzi, proprio le modalità di approvazione del D.L. 193/2016 hanno prodotto come conseguenza la manifestazione di piazza dei commercialisti dello scorso 14 dicembre 2016 ed il conseguente sciopero proclamato per la fine di febbraio.

Con l’entrata in vigore del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 sono state, altresì, cancellati altri adempimenti: lo Spesometro, le comunicazioni Black List e Intrastat per gli acquisti.

Ma quali sono le nuove scadenze della comunicazione Iva trimestrale e quali le sanzioni in caso di mancato adempimento?

Comunicazione Iva trimestrale: ecco le scadenze

Per il primo anno di applicazione, la comunicazione relativa al primo semestre è effettuata entro il 25 luglio 2017. Questa la prima data da ricordare e la prima scadenza per la presentazione della comunicazione Iva semestrale che diventerà trimestrale soltanto nel 2018.

Successivamente, la trasmissione delle fatture e delle liquidazioni Iva trimestrali e mensili dovrà avvenire entro il secondo mese successivo al trimestre. I dati dell’ultimo trimestre dovranno invece essere trasmessi entro il mese di febbraio dell’anno successivo.

Per conoscere quali saranno le modalità di invio dei dati bisognerà attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Invece, per quanto riguarda i dati che dovranno essere trasmessi per ogni operazione, sono:

  • dati identificativi dei soggetti dell’operazione;
  • data e numero della fattura;
  • base imponibile;
  • aliquota applicata;
  • imposta;
  • tipologia dell’operazione.

I dati dovranno essere trasmessi telematicamente entro l’ultimo giorno del 2° mese successivo ad ogni trimestre e in relazione all’ultimo trimestre, la trasmissione va effettuata entro l’ultimo giorno del mese di febbraio.

Ecco un’utile tabella sinottica con il dettagli delle scadenze fiscali 2017 delle nuove comunicazioni iva trimestrali (spesometro e liquidazioni):

Periodo di riferimento Versamento IVA Invio telematico dati IVA
Gennaio 16 febbraio 2017 31 maggio 2017 (liquidazioni) 25 luglio 2017 spesometro)
Febbraio 16 marzo 2017 31 maggio 2017 (liquidazioni) 25 luglio 2017 spesometro)
Marzo 17 aprile 2017 31 maggio 2017 (liquidazioni) 25 luglio 2017 spesometro)
I trimestre 16 maggio 2017 31 maggio 2017 (liquidazioni) 25 luglio 2017 spesometro)
Aprile 16 maggio 2017 25 luglio 2017 (spesometro) 31 agosto 2017 (liquidazioni)
Maggio 16 giugno 2017 25 luglio 2017 (spesometro) 31 agosto 2017 (liquidazioni)
Giugno 17 luglio 2017 25 luglio 2017 (spesometro) 31 agosto 2017 (liquidazioni)
II trimestre 22 agosto 2017 25 luglio 2017 (spesometro) 31 agosto 2017 (liquidazioni)
Luglio 22 agosto 2017 30 novembre 2017
Agosto 18 settembre 2017 30 novembre 2017
Settembre 16 ottobre 2017 30 novembre 2017
III trimestre 16 novembre 2017 30 novembre 2017
Ottobre 16 novembre 2017 28 febbraio 2018
Novembre 18 dicembre 2017 28 febbraio 2018
Dicembre 16 gennaio 2018 28 febbraio 2018
IV trimestre 16 marzo 2018 28 febbraio 2018

Le scadenze della comunicazione trimestrale Iva che prenderà invece avvio dal 1° gennaio 2018 saranno le seguenti:

Trimestre Scadenza
31 maggio
16 settembre
30 novembre
28 febbraio anno successivo

Per chi non rispetterà l’obbligo di comunicazione Iva semestrale-trimestrale sono previste sanzioni, notevolmente alleggerite dagli emendamenti presentati in Commissione alla Camera dal deputato Paolo Petrini del Partito Democratico.

Comunicazione Iva trimestrale fatture e liquidazioni 2017: come funziona

Il Decreto legge 193/2016 introduce nuovi obblighi e scadenze a carico di aziende e imprenditori. In sostituzione dell’art. 21 del Decreto legge 78/2010 si è stabilita la soppressione dell’obbligo di invio dello spesometro annuale parallelamente però all’introduzione dell’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate tutti i dati relativi alle fatture emesse, a cadenza trimestrale, di quelle ricevute e della liquidazione Iva.

Con un emendamento al decreto fiscale per il 2017 si avrà ancora un po’ di respiro: l’invio del nuovo spesometro sarà semestrale per il primo anno ma a partire dal 2018 diventerò ufficialmente trimestrale.

Sono state, inoltre, sensibilmente ridotte le sanzioni su omissioni o errori negli invii telematici delle comunicazioni periodiche IVA introdotte dal decreto. In tal modo la sanzione ora prevista è di due euro per ogni fattura omessa o errata, con un massimo di 1.000 euro a trimestre e una sanzione dimezzata, con un massimo di 1.000 euro a trimestre, in caso di ravvedimento entro due settimane dalla scadenza. Inizialmente invece si prevedevano sanzioni fino a 25.000 mila euro anche per errori minimi.

La realtà è che per aziende e professionisti si profilano nuovi adempimenti che, invece di introdurre la tanta agognata semplificazione fiscale, hanno praticamente moltiplicato per otto gli adempimenti a loro carico.

In virtù dei maggiori oneri per l’adeguamento tecnologico e per il rispetto dei nuovi adempimenti con lo stesso decreto legge è stato stabilito un credito d’imposta a favore dei contribuenti.

Per le aziende o professionisti che nell’anno precedente maturano un reddito inferiore ai 50 mila euro è previsto un credito d’imposta erogato una tantum di 100 euro da utilizzare entro il 2018; per i commercianti al minuto che decidono di optare per la trasmissione telematica a partire dal 1° gennaio 2017 la cifra è invece di 50 euro.

A partire dal 2017 gli adempimenti Iva verranno notevolmente stravolti: si parla di mini-dichiarazioni Iva trimestrali, o di spesometro trimestrale analitico, in sostituzione dei precedenti adempimenti.

Quindi, nonostante le comprensibili polemiche di professionisti, commercialisti e consulenti del lavoro bisognerà tener bene a mente le nuove scadenze: per omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati Iva trimestrali saranno applicate sanzioni fino ad un massimo di 1.000 euro a trimestre.

Quali sono le scadenze per il 2017 con lo spesometro semestrale, quali quelle a partire dal 2018 e quali le sanzioni applicate a chi non rispetta l’obbligo di comunicazione trimestrale dell’Iva? Vediamole insieme.

Comunicazione Iva trimestrale 2017: le sanzioni previste

Per chi non rispetterà l’obbligo di comunicazione prima semestrale e dal 2018 trimestrale di fatture e di liquidazioni Iva il Decreto legge prevede pesanti sanzioni.

Nel testo originario del decreto fiscale 193/2016 che disciplina la nuova comunicazione Iva trimestrale per omessa o errata trasmissione dei dati era prevista l’applicazione di una sanzione dai 25 euro ai 25 mila euro per singola fattura.

Con gli emendamenti vengono ridotte le sanzioni previste per l’omessa o errata trasmissione dei dati delle fatture Iva: viene fissata una multa di 2 euro per ciascuna fattura con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. La sanzione è ridotta alla metà, con un massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza indicata ovvero se entro lo stesso termine, viene trasmessa la correzione dei dati.

Per omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche la sanzione originaria ammontava invece dai 5 mila ai 50 mila euro. Con le novità introdotte dagli emendamenti per le liquidazioni periodiche, si stabilisce che l’omessa, incompleta o infedele comunicazione “è punita con una sanzione da 500 a 2.000 euro” che viene ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni, ovvero se entro lo stesso tempo viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Non sono obbligati alla comunicazione sulle liquidazioni periodiche Iva i soggetti passivi non obbligati allo spesometro annuale o alle liquidazioni periodiche, ovvero i contribuenti titolari di partita iva che si trovano nel regime dei contribuenti minimi e forfettari.