Con il provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 sono state definite le regole per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche, il cui obbligo dal 1° luglio 2018 riguarda le cessioni di benzina e gasolio da utilizzare come carburanti per autotrazione.
A livello operativo, restano da definire le modalità attraverso le quali ottenere il rilascio della fattura elettronica quando il pagamento è effettuato in maniera autonoma presso i totem del distributore di carburante, senza intervento diretto dell’operatore. 

DETRAIBILITA’ IVA

Stando a quanto anticipato nelle motivazioni al provvedimento n. 89757, l’Agenzia delle Entrate, proprio al fine di agevolare “l’automazione dei processi” renderà disponibile un servizio web per la generazione di un QR-code che potrà essere mostrato dal destinatario all’emittente per consentire a quest’ultimo – se dotato di apposito lettore – di acquisire in automatico i dati identificativi IVA del cessionario o committente.
L’Agenzia precisa che la lettura del QR-code sarà possibile, oltre che on line sul sito dell’Agenzia stessa, anche avvalendosi di un’applicazione mobile per ambienti IOS e Android oppure di un’applicazione “stand alone” installabile su PC.

Si può quindi ipotizzare che, dotando i distributori “automatici” di un dispositivo di lettura del QR-code, l’apparecchio possa essere abilitato all’immediata emissione della fattura elettronica.
La fattura, in tal modo, verrebbe inviata al destinatario sulla base dell’indirizzo telematico che il soggetto passivo avrà registrato presso l’Agenzia delle Entrate (PEC o codice destinatario) o, in assenza di indicazioni da parte dell’acquirente, verrebbe messa a disposizione in apposita area riservata del sito dell’Agenzia (punto 3.4 lett. e) del provvedimento n. 89757/2018).

L’ottenimento della fattura da parte del cessionario soggetto passivo è elemento imprescindibile ai fini della detraibilità IVA degli acquisti di benzina e gasolio per autotrazione (in misura parziale), oltre alla necessità – dal 1° luglio 2018 – di effettuare il pagamento mediante strumenti “tracciabili” (art. 19-bis1 lett. d) del DPR 633/72).
Il possesso di una valida fattura d’acquisto rappresenta infatti la condizione formale necessaria per esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta ex art. 19 comma 1 del DPR 633/72 (sul punto, si veda la circ. Agenzia delle Entrate n. 1/2018).

A questo proposito, giova osservare che i distributori di carburante rientrano nel novero dei “commercianti al minuto”, per i quali non è obbligatoria l’emissione della fattura ex art. 22 comma 1 del DPR 633/72.
Tuttavia, a decorrere dal 1° luglio 2018, per le cessioni di carburanti (e lubrificanti) per autotrazione, sarà comunque richiesta la certificazione del corrispettivo nei confronti di clienti che acquistano nell’esercizio di impresa, arte e professione (a tal fine, la legge di bilancio 2018 ha modificato l’art. 2 del DPR 696/96).

Inoltre, con l’ulteriore modifica da parte della legge di bilancio all’art. 22 comma 3 del DPR 633/72, dal 1° luglio 2018 gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi IVA “devono essere documentati con la fattura elettronica”. Una fattura emessa con altre caratteristiche si considererebbe non emessa, quindi l’acquirente si troverebbe sprovvisto non soltanto di una fattura elettronica, ma di qualsiasi tipo di fattura o documento atto a consentire la detrazione dell’IVA.
Di fatto, viene resa obbligatoria l’emissione della fattura elettronica da parte dei distributori di carburante (seppure, in termini generali, esonerati ex art. 22 comma 1 del DPR 633/72) per le cessioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA anche qualora la fattura non sia stata richiesta dal cliente, come vorrebbe la regola generale dell’art. 22 comma 3 del DPR 633/72).

La stessa circolare Agenzia delle Entrate n. 8/2018, pubblicata insieme al provvedimento n. 89757/2018, specifica che per le cessioni di carburanti diversi da benzina e gasolio per autotrazione (es. GPL o metano), ai fini della detraibilità dell’IVA, la spesa effettuata “andrà documentata con le modalità finora in uso”, confermando indirettamente l’obbligatorietà della fattura elettronica per esercitare il diritto alla detrazione relativo agli acquisti di benzina e gasolio.

DEDUCIBILITA’ COSTI

I mezzi di pagamento previsti dal provv. n. 73203/2018 dell’Agenzia delle Entrate sono mezzi di prova idonei ai fini della deducibilità del costo di acquisto del carburante per autotrazione, purché vengano rispettate le regole generali di inerenza, competenza e congruità. Con la circolare n. 8/2018, l’Amministrazione finanziaria fornisce rilevanti indicazioni anche sotto il profilo della deducibilità dei costi.

Sebbene l’intervento dell’art. 1 comma 923 della L. 205/2017 (che modifica l’art. 19-bis1 comma 1 lett. d) del DPR 633/72) sembri limitare l’uso degli ulteriori strumenti di pagamento di cui al provv. n. 73203/2018, alla sola detraibilità dell’IVA relativa all’acquisto di carburanti, la coerenza del sistema, in assenza di indicazioni contrarie nella norma o nella relazione illustrativa, impone che tali strumenti siano considerati idonei anche ai fini della deducibilità dei costi sostenuti.

L’impiego di tali mezzi di pagamento è necessario per la deduzione dei costi relativi all’acquisto di carburante in base al TUIR; ciò indipendentemente dal relativo quantum, dal veicolo di riferimento (inclusi le autovetture, gli autocarri, i trattori stradali, i motoveicoli), dall’uso (esclusivo o promiscuo) e dal soggetto passivo che vi procede (professionista, autotrasportatore, ecc.). L’Agenzia sembra quindi estendere l’obbligo di pagamento mediante mezzi tracciabili anche a autocarri e trattori stradali, non compresi nell’art. 164 del TUIR.

Secondo la circolare “non può negarsi l’idoneità di tali strumenti a dare prova di chi ha sostenuto la spesa e, conseguentemente, in presenza degli ulteriori elementi previsti dal TUIR (quali, ad esempio, inerenza, competenza e congruità), la relativa deduzione”.

Sul contenuto della fattura elettronica, l’Agenzia ha precisato che gli elementi previsti nella scheda carburante (targa, modello, ecc.) “non dovranno necessariamente essere riportati nelle fatture elettroniche. Fermo restando che tali informazioni, puramente facoltative, potranno comunque essere inserite nei documenti, per le opportune finalità, come ad esempio per la tracciabilità della spesa (…) e per la riconducibilità della stessa ad un determinato veicolo, in primis ai fini della relativa deducibilità” (circ. n. 8/2018, § 1.1).

Sembra dunque evincersi che l’inserimento del numero di targa nell’ambito della fattura elettronica sia soltanto facoltativa, senza alcuna conseguenza ai fini della deducibilità in caso di mancata indicazione.
Quanto sopra confermerebbe i chiarimenti resi dalla circ. n. 42/2012 relativa all’esonero dalla tenuta della scheda carburante, per cui il pagamento mediante le carte elettroniche intestate al soggetto che esercita attività d’impresa, arte o professione, sebbene non consenta l’univoca attribuzione del rifornimento dell’autoveicolo utilizzato, è comunque idoneo ad identificare il soggetto che effettua il rifornimento e l’ammontare esatto della spesa sostenuta.
Resta fermo che l’indicazione di ulteriori elementi possa essere utile al fine di evitare eventuali contestazioni.

Quanto alle modalità di pagamento, nel rispetto della ratio dell’intervento normativo (consentire forme di pagamento tracciabile diverse dal contante), secondo l’Agenzia sono validi, ai fini della deduzione del costo (e detrazione IVA), anche i pagamenti effettuati tramite carte emesse da operatori non tenuti alla comunicazione prevista dall’art. 7 del DPR 605/73 (quindi anche da soggetti diversi da banche, poste, intermediari finanziari, imprese di investimento, OICR).

Sono altresì validi i pagamenti effettuati dal soggetto passivo d’imposta in via mediata, ma allo stesso riconducibili secondo una catena ininterrotta di corresponsioni con strumenti tracciabili.

In caso di rifornimento di benzina di un’autovettura aziendale che il dipendente effettua presso un distributore stradale durante una trasferta, ove il pagamento avvenga con carta di credito/debito/prepagata del dipendente e il relativo ammontare gli sia rimborsato con una delle modalità previste (es. tramite bonifico bancario unitamente alla retribuzione), secondo l’Agenzia la riferibilità della spesa al datore di lavoro ne consente la deducibilità, fermo restando gli ulteriori criteri previsti dal TUIR.

Altro caso è quello dei servizi offerti dai vari operatori di settore (card, applicazioni per smartphone/tablet, dispositivi elettronici vari) che consentono l’acquisto di carburante con addebito diretto su conto corrente o carta di credito (contestualmente all’acquisto o in un momento successivo) del soggetto passivo cessionario, ovvero attingono ad una provvista da questi mantenuta presso l’operatore, periodicamente ricostituita in ragione del consumo. Ove i diversi rapporti (cessionario-operatore per il servizio offerto e, nel caso, la formazione della citata provvista, nonché operatore-cedente per il pagamento del carburante) siano regolati tramite le modalità individuate nel provvedimento, secondo l’Agenzia nessun dubbio potrà esservi sulla riferibilità del versamento al cessionario e, conseguentemente, sulla deducibilità dei costi.

Fonte: Eutekne