Bonus affitto in Legge di Bilancio 2020: occhio alla fregatura

Bonus affitto, fondo da 1 miliardo di euro per il Piano Casa nella Legge di Bilancio 2020. Ancora non è chiaro come funzionerà, ma tra gli obiettivi del Governo vi è l’introduzione di contributi per gli inquilini con redditi bassi. Il Decreto Fiscale cercherà di mettere un pò d’ordine tra le tasse sulla casa. Tra le novità previste per il 2020 infatti c’è la truffa dell’unificazione di IMU e TASI, a favore della creazione della cosiddetta Nuova IMU.

Ma cosa cambia con la tassa unica sulla casa? Il piano attualmente in studio prevede sia la semplificazione delle aliquote che un maggiore potere di riscossione da parte delle amministrazioni locali.

Truffa perchè? Giova ricordare che la TASI derivava da una scissione dell’IMU, distinguendo una reale patrimoniale sulla casa da una quota di tasse sui servizi indivisibili. Di fatto però le aliquote IMU sono rimaste invariate e la TASI di fatto era una nuova tassa in tutto e per tutto. Attualmente non si parla di abolizione della TASI 2020, ma un’unificazione della doppia tassa sullo stesso immobile. Quindi di fatto niente accade se non il solito modo di truffare il cittadino cambiando i nomi dell’imposta ma senza una sua reale diminuzione.

Negli ultimi mesi infatti si sono susseguite diverse ipotesi sul destino della tassa sul mattone: durante il primo Governo Conte, il Movimento 5 Stelle voleva chiamarla local tax, mentre la Lega, che scalpitava per il riconoscimento della paternità dell’idea di abolizione della TASI, ne parlava come Nuova IMU 2020.

La Lega continua a chiedere l’abolizione della TASI 2020, che quasi certamente non avverrà causa mancanza fondi; in ogni caso resta ancora in gioco la proposta del leghista Alberto Gusmeroli, che prevede l’invio del bollettino precompilato per pagare la tassa unificata sulla casa.
Lo scopo è quello di inserire anche la tassa unificata all’interno del piano antievasione a cui sta lavorando il secondo Governo Conte.

Nuova IMU, tassa unica sulla casa 2020: cosa cambia

Tra le novità prevista dal Decreto Fiscale c’è un provvedimento che prova a mettere ordine nella tassa sul mattone.

Prevista infatti l’unificazione di IMU e TASI con la Legge di Bilancio 2020. Ma cosa cambia con la tassa unica sulla casa?
Il piano che attualmente è sulle scrivanie del Ministero dell’Economia abbandona l’ipotesi di abolire la TASI, proposta leghista del precedente Governo Conte, a favore di un’unificazione delle due tasse IMU e TASI.
La proposta di tassa unica sulla casa in studio si avrebbe:

  • semplificazione delle aliquote;
  • bollettino precompilato da spedire ai contribuenti.

Il bollettino precompilato che arriva direttamente a casa del cittadino italiano è una proposta dell’Onorevole leghista Alberto Gusmeroli, in nome non solo della semplificazione fiscale, quanto della lotta all’evasione.

Tramite l’invio di bollettini IMU precompilati o degli F24 direttamente a casa dei contribuenti, infatti, si dovrebbe anche recuperare il sommerso.

Fondamentale però sarebbe anche rivedere il potere di riscossione concesso alle amministrazioni locali.

L’ipotesi al momento al vaglio dei tecnici del MEF prevederebbe di dare maggiore di potere di riscossione alle amministrazioni locali, anche se con una serie di norme che vigilino sulla trasparenza dell’attività dei Comuni.

Secondo Il Sole 24 Ore, questa vera e propria riforma della riscossione dei tributi a livello locale prevede:

  • un accesso diretto alle banche dati;
  • la creazione di un’anagrafe digitale in cui i contribuenti potranno controllare la propria posizione;
  • possibilità per i Comuni di diversificare il trattamento dei casi, distinguendo ad esempio immobili usati come abitazione principale o negozi nei centri storici.

Nuova IMU 2020 come misura antievasione

La creazione di una tassa unificata sulla casa può essere tranquillamente inserita tra le misure antievasione del Governo Conte.

I numeri che riguardano l’evasione IMU-TASI sono impressionanti: il tax gap tra il gettito erariale previsto e quello effettivamente arrivato nelle casse dello Stato è di 5,1 miliardi di euro.

Evasione che si verifica soprattutto nel Sud Italia, sia perché la macchina amministrativa dei controlli è più inefficace, sia perché molti immobili sono stati abbandonati dalle famiglie che si sono trasferite:

  • in Calabria manca il 43,2% degli incassi potenziali;
  • in Campania la differenza è del 38,6%;
  • in Sicilia è al 36,7%;
  • in Basilicata l’evasione è pari al 35,6%;
  • in Lombardia è al 20,7%;
  • in Emilia Romagna è al 17,9%;
  • in Liguria è al 18,4%.

Nuova IMU 2020, deducibilità al 100% per le imprese

Vari i cambiamenti previsti per la nuova IMU 2020: Antonio Misani, il nuovo viceministro dell’Economia, ne ha parlato nella sua prima uscita ufficiale al CNA a Roma.
Necessario, secondo il viceministro MEF del PD, ripristinare l’ordine nel sistema della finanza locale: la troppa autonomia dei Comuni è stata la causa dell’eccessiva complicazione della TASI, con un moltiplicarsi di aliquote, esenzioni e una gestione non sempre trasparente.

Arriva proprio da Milani la prima promessa alle imprese: deducibilità totale dell’IMU sui capannoni, prevista inizialmente per il 2023.

La Legge di Bilancio 2019 aveva alzato la deducibilità dal 20 al 40%, in seguito il Decreto Crescita l’aveva portata al 50%.

La riforma in cantiere del MEF del nuovo Governo PD-M5S per ora prevede di semplificare e sfoltire le due tasse sulle casa, che per ora sono tra le tassi locali in aumento.

C’è da aspettare la Legge di Bilancio 2020 per capire quali e quante di queste novità verranno davvero messe in atto.

Nuova IMU 2020, verso una riforma della riscossione

Non basta unificare le due tasse sulla casa se i Comuni continuano ad avere la possibilità di gestirne in modo non trasparente la riscossione.

Per questo motivo al MEF si sta pensando ad una riforma della modalità di riscossione, al fine di evitare la moltiplicazione incontrollata di aliquote ed esenzioni e avere un maggiore supervisione su tutta la gestione.

In cantiere dunque ci sarebbe anche la revisione della manovrabilità delle aliquote, che ora vengono decise dai Comuni.
Il nuovo viceministro dell’Economia però non si è espresso per quanto riguarda la riduzione dell’imposizione fiscale di IMU e TASI, che attualmente sono tra le tasse più pagate e odiate dai contribuenti italiani.
Secondo Giorgio Spaziani Testa, il presidente di Confedilizia, il problema non è nella complessità della doppia tassa sulla casa, quanto nell’enorme peso fiscale che grava sui contribuenti.

Sarebbe quindi preferibile pensare anche a un piano non solo per unificare le due tasse, quanto per ridurle.

Author: Antonello

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