Bonus 110%, modifiche tra massimali di spesa ed estensione beneficiari

Con l’approvazione di alcuni emendamenti all’art. 119 del decreto “Rilancio”, cambia profondamente la detrazione del 110% sulle spese per l’efficienza energetica, sismabonus, installazione di pannelli solari e sistemi di accumulo e installazione di colonnine di ricarica. A dire il vero, le modifiche non riguardano tutte le suddette spese ma solo quelle di efficienza energetica e, in misura minore, quelle per sismabonus. Ma le novità sono talmente rilevanti da cambiare la fisionomia dell’agevolazione. Basti pensare che una delle più importanti modifiche è l’allargamento anche alle seconde case e l’inserimento tra i soggetti beneficiari di Onlus, APS e OdV.

Vediamo, dunque, come risulta la norma a seguito delle modifiche apportate dalla Commissione bilancio della Camera, ricordando che il decreto deve essere convertito definitivamente entro il 18 luglio e, quindi, sicuramente non ci saranno margini per nuove modifiche.

Le regole confermate

Prima di entrare nel merito delle novità, vale la pena riepilogare cosa non ha subito modifiche rispetto alla versione originaria della norma. In particolare, è possibile affermare che:

    • si fa riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, anche se per le case popolari degli Iacp il superbonus resterà operativo fino al 30 giugno 2022;
    • la fruizione della detrazione avviene in 5 rate di pari importo;
    • gli interventi devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio (ora anche degli edifici plurifamiliari), ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE) rilasciato da un tecnico ante e post intervento;
    • se il sismabonus viene ceduto ad una impresa di assicurazione la detrazione della polizza (art. 15, lett. f-bis), del TUIR) è pari al 90%;
    • in caso di installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici la detrazione spetta fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico sempreché l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui ai punti precedenti. La fruizione della detrazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non autoconsumata in sito. Stesso discorso vale per i sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici che sono agevolati nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo;
    • la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute, congiuntamente con uno degli interventi ammessi, per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici;
    • è possibile optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:
      a) per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari;
      b) per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Via libera anche per Onlus, OdV e APS e per le seconde case

La prima grande novità riguarda la platea dei soggetti che possono fruire del superbonus.

Infatti, da un lato possono fruirne anche altre categorie di contribuenti, dall’altro, per alcuni di essi, è possibile estendere il superbonus anche sulle seconde case.

Sul primo aspetto, si rileva che, oltre ai soggetti già indicati nella versione originaria della norma e cioè condomini, persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, IACP comunque denominati ed enti aventi le stesse finalità sociali degli IACP, istituiti nella forma di società “in house providing”, entrano tra i beneficiari anche:

  • organizzazioni non lucrative di utilità socialeorganizzazioni di volontariato iscritte negli appositi registri e associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nell’apposito registro, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

In merito alla seconda novità, mentre prima era stato previsto che il superbonus non spettava per le spese sostenute dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, in relazione a interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale, ora, tali soggetti possono fruirne anche per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

Pertanto, si estende la possibilità di applicare il 110% anche sulle seconde case.

Con una ulteriore modifica introdotta viene previsto che il superbonus non si può richiedere per i lavori effettuati sulle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Le novità per i lavori di efficienza energetica

Passando ai lavori ammissibili alla detrazione del 110%, molte novità sono riservate alle spese per gli interventi di cui all’art. 14 del D.L. n. 63/2013.

Si tratta degli interventi volti al conseguimento di un risparmio energetico, conosciuti come “ecobonus”.

Di seguito, si riporta il dettaglio e i nuovi limiti di spesa come risultano dalle modifiche di cui si discute.

Interventi Limiti di spesa
Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno. – 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;

– 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;

– 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente. – 20.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari;

– 15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo ovvero con impianti di microcogenerazione a collettori solari o, esclusivamente per le aree non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure europee di infrazione, con caldaie a biomassa aventi prestazioni emissive con i valori previsti almeno per la classe 5 stelle, nonché, esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente. 30.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio (anche su spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito)

Inoltre, la detrazione del 110% si applica a tutti gli altri interventi previsti nel predetto art. 14 del D.L. n. 63/2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui alla tabella sopra riportata.

Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004 ), o gli interventi di cui sopra siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi di cui all’art. 14 del D.L. n. 63/2013, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui alla tabella sopra riportata, fermi restando i requisiti di cui appresso.

Passando alle condizioni richieste dalla norma, non è cambiato molto. Infatti, gli interventi:

  • devono rispettare i requisiti ministeriali di prossima emanazione;
  • devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari le quali siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, ovvero se ciò non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE), prima e dopo l’intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Nel rispetto dei suddetti requisiti minimi, sono ammessi all’agevolazione, nei limiti sopra stabiliti, anche gli interventi di demolizione e ricostruzione edilizia (art. 3, comma 1, lett. d), D.P.R. n. 380/2001).

Sismabonus

Sono poche le modifiche all’altro gruppo di interventi ammessi al superbonus, ovvero i lavori di cui all’art. 16 del D.L. n. 63/2013, in materia di “sismabonus”.

L’unica novità consiste nell’aver esteso la detrazione del 110% anche alla realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici.

Pertanto, restano confermati (tra parentesi il riferimento ai commi dell’art. 16 del D.L. n. 63/2013 sopra citato):

  • gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione (comma 1-bis);
  • gli interventi con una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore (vecchia detrazione del 70%) o due classi di rischi (vecchia detrazione dell’80%) (comma 1-quater);
  • gli interventi realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, con passaggio ad una classe di rischio inferiore (vecchia detrazione del 75%) o due classi di rischi (vecchia detrazione dell’85%) per un ammontare delle spese non superiore a euro 96.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio (comma 1-quinquies);
  • gli interventi di cui ai punti precedenti fruibili dagli Istituti autonomi per le case popolari, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti (comma 1-septies).

Conferma anche per l’impossibilità di fruire della super agevolazione per gli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo

Nessuna modifica di rilievo si registra anche per le altre spese ammesse al superbonus.

Pertanto, si applica la detrazione del 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per l’installazione:

  • di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico;
  • contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.

L’installazione degli impianti deve essere eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di ecobonus o sismabonus di cui si è detto sopra.

Se si tratta di interventi di «ristrutturazione edilizia», «nuova costruzione» o «ristrutturazione urbanistica» (art. 3, lett. d), e), f), D.P.R. n. 380/2001) il limite di spesa per gli impianti fotovoltaici è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale.

La detrazione di cui si discute:

    • non è cumulabile con altri incentivi pubblici e altre forme di agevolazione di qualsiasi natura;
    • è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata in sito ovvero (novità introdotta con l’emendamento) non condivisa per l’autoconsumo e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale;
    • spetta anche per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici sempreché l’installazione sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi.

Confermata l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione

Resta possibile optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

  1. per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari;
  2. per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Con le modifiche apportate all’art. 121 del decreto “Rilancio” (norma che disciplina lo sconto o la cessione del bonus) ora l’opzione può essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori.

Però, per gli interventi di cui si discute, gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

I crediti d’imposta sono utilizzati anche in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite, e sono usufruiti con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.

La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno può essere usufruita negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

Non si applicano gli attuali limiti di compensazione di 700.000 euro che, dal 2020, passa a un milione di euro (art. 34, legge n. 388/2000, come modificato dallo stesso decreto “Rilancio”) e 250.000 euro (art. 1, comma 53, legge n. 244/2007).

Ai fini del controllo, i fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto.

Qualora sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti dei soggetti beneficiari.

Dal punto di vista operativo si ricorda che ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto, il contribuente:

  • deve richiedere, ad un CAF, il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi;
  • deve farsi rilasciare:
    • in caso di ecobonus, l’asseverazione da un tecnico che va trasmessa all’ENEA;
    • in caso di sismabonus, l’asseverazione dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico.

Ulteriori modifiche prevedono che l’asseverazione venga rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori. Inoltre, ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari che saranno individuati dal decreto di prossima emanazione.

Nelle more dell’adozione del predetto decreto, la congruità delle spese è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

Riferimenti normativi:

  • D.L. 19 maggio 2020, n. 34, art. 119.

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