Antiriciclaggio e il titolare effettivo nelle società

A dodici anni dall’introduzione della figura del titolare effettivo nel Dlgs 231/2007, restano dubbi interpretativi non risolti nel processo di identificazione, specialmente quando si passa dal piano dottrinale a quello più operativo, nell’applicazione dell’adeguata verifica con cui i professionisti si confrontano quotidianamente.


Le difficoltà sono ancora più attuali in questi giorni, quando in vista della scadenza del 1° gennaio, al termine della proroga, entreranno pienamente in vigore le regole tecniche antiriciclaggio messe a punto dal Consiglio nazionale dei commercialisti che ripropongono il tema dell’individuazione del titolare effettivo tra le verifiche antiriciclaggio.

Come spiega l’articolo 19 del Dlgs 231, è il cliente che nel momento dell’identificazione fornisce sotto la propria responsabilità, le informazioni necessarie a consentire l’identificazione del titolare effettivo. Ma non può bastare la sola dichiarazione del cliente; è onere del professionista verificare la veridicità e congruità di queste informazioni, e nel farlo il professionista si trova spesso alle prese con una non univocità di vedute.

La definizione di legge
La definizione “cardine” di titolare effettivo è nell’articolo 20 comma 1 del decreto 231 secondo cui il titolare effettivo per «clienti diversi dalle persone fisiche, coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo». Il comma successivo chiarisce per le società di capitale i concetti di proprietà diretta (persone fisiche che detengono la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale del cliente) e proprietà indiretta (la titolarità di partecipazioni per più del 25% del capitale del cliente, posseduto per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona). Se a nessuno può essere attribuita la proprietà diretta o indiretta dell’ente è necessario ricercare il titolare effettivo:

● nella persona che controlla la maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;
● nella persona che controlla i voti sufficienti per una influenza dominante in questa assemblea;
● nella persona che, a seguito di particolari vincoli contrattuali, sia in grado di esercitare (in assemblea) un’influenza dominante.

Infine, viene introdotto un ultimo criterio applicabile solamente in via residuale, cioè in tutte quelle casistiche dove non è possibile individuare il titolare effettivo con i criteri sopra elencati; in questi casi il titolare effettivo è individuabile nelle «persone fisiche titolari, conformemente ai rispettivi assetti organizzativi o statutari, di poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società o del cliente».

Le indicazioni operative
Le maggiori difficoltà interpretative in cui può imbattersi il professionista durante le verifiche, possono sorgere in quelle eventualità, molto frequenti, dove non è possibile individuare il titolare effettivo applicando il criterio della proprietà diretta. In questo caso si aprono due scenari:

1) Il professionista, nell’effettuare le verifiche, deve risalire la catena di controllo – spesso con ristretti spazi di manovra e difficoltà nel ricevere le informazioni – con l’intento di ricercare persone fisiche che possano essere, indirettamente, titolari di una percentuale di partecipazione superiore al 25 per cento. Quindi deve valutare la congruità e correttezza della dichiarazione rilasciata dal cliente e valutare attentamente le motivazioni di possibili discordanze e i successivi passi da intraprendere.

2) Il professionista dopo aver verificato che nessuna persona fisica risulti direttamente o indirettamente titolare di una percentuale superiore al 25%, deve verificare l’esistenza di persone che possano controllare o esercitare una influenza dominante in assemblea, entrando in possesso di quelle informazioni che ne costituiscono prova (ad esempio copia di accordi di sindacato di voto o di patti para-sociali). In mancanza di queste figure, il professionista può considerare come titolari effettivi i soggetti dotati di poteri di amministrazione o direzione della società.

Il professionista deve conservare nel fascicolo del cliente copia di tutte le verifiche effettuate per individuare il titolare effettivo. E se lo individua nelle persone fisiche con i poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società (applicando quindi il criterio residuale) deve motivare questa scelta.

La ricerca in tre esempi:

LE QUOTE PARITARIE
IL CASO LA SOLUZIONE
Una società mia cliente è stata di recente acquisita da un’altra società, dove tutti i dieci  soci detengono la medesima quota di partecipazione (10 per cento). Sarà la società controllante che d’ora in avanti determinerà le politiche commerciali della società mia cliente È necessario verificare se all’interno della controllante esistano accordi che possano determinare un’influenza dominante di qualche socio (esempio patti para-sociali o accordi di sindacati di voto) Qualora non esistesse alcun accordo è necessario considerare titolari effettivi i membri del Cda della controllante dotati di poteri di rappresentanza
LA PROPRIETÀ INDIRETTA
IL CASO LA SOLUZIONE
Le quote della società Y sono detenute al 20% da A persona fisica, da B persona fisica per un altro 20%; il restante 60% da C, una srl. Le quote della srl C  a loro volta sono detenute da tre  persone fisiche (E, F e  G), tutte al 33,3 per cento È necessario ricorrere al criterio della proprietà indiretta ricercando persone fisiche che detengano, seppur indirettamente una percentuale di partecipazione superiore al 25 per cento. Nel caso descritto potranno essere considerati titolari effettivi le persone fisiche E, F, e G che detengono indirettamente una percentuale di partecipazione superiore al 25 per cento
LA SPA PUBBLICA
IL CASO LA SOLUZIONE
Sono stato nominato revisore di una società pubblica partecipata in maniera totalitaria da tre Comuni. È  comunque necessario effettuare l’adeguata verifica? È necessario adempiere agli obblighi antiriciclaggio richiesti dalla normativa anche con le società a partecipazione pubblica. Nel caso descritto possono essere considerati come titolari effettivi i sindaci dei tre Comuni.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Author: Antonello

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